Scuola di preghiera di padre Andrea Gasparino – Lezione n. 19
· Suor Chiara
Trascrizione automatica
Trascrizione automatica del video, inserita qui allo scopo di rendere più agevole la fruizione e meditazione dei passaggi più essenziali. Per il testo esatto ascoltare il video, essendo che questa trascrizione, ottenuta automaticamente dai sottotitoli di YouTube, può essere affetta da qualche inesattezza qua e là. Questa Scuola di Preghiera é disponibile da tempo su Youtube e viene riportata qui per riproporla e condividerla a chi non la conosce.
[Musica]
Qui Radio Maria trasmettiamo una
catechesi di padre Andrea Gasparino.
[Musica]
Cominciamo invocando lo Spirito.
Invochiamo lo Spirito implorando i nove
frutti dello Spirito secondo la lettera
ai Galati.
Dite con me, Padre, nel nome di Gesù,
donaci l'amore dello Spirito Santo.
Ripetete: "Donaci l'amore dello Spirito
Santo." Donaci, Padre, la gioia dello
Spirito Santo.
Nel nome di Gesù, donaci la pace dello
Spirito Santo.
Nel nome di Gesù donaci la pazienza
dello Spirito Santo.
Nel nome di Gesù donaci la tenerezza
dello Spirito Santo.
Nel nome di Gesù donaci l'umiltà dello
Spirito Santo.
Nel nome di Gesù donaci la fedeltà dello
Spirito Santo.
Nel nome di Gesù donaci la mitezza dello
Spirito Santo.
Nel nome di Gesù donaci il dominio di
noi stessi.
Spirito Santo, manifestati oggi con
potenza nella mia debolezza.
Spirito Santo, ogni parola, ogni
pensiero che esprimiamo, vogliamo che
sia alla tua gloria, non alla nostra
gloria.
Maria Santissima,
noi ti chiediamo di approfondire di più
il consiglio di Cristo, di pregare nel
suo nome.
Maria, intercedi per la nostra costanza
nella preghiera.
Insegnaci a guardare la preghiera non
come un dovere, ma come una gioia.
Chiedo ai malati che sono in ascolto,
agli anziani,
soprattutto se c'è qualche giovane
ammalato che ascolta, che voglia offrire
la sua sofferenza per la lezione di
oggi.
Chiedo a qualche mamma che ascolta e che
ha tanta sofferenza in cuore di offrire
il suo dolore
perché la nostra scuola di preghiera
porti dei frutti,
porti dei frutti sul suo dolore e sui
bisogni che abbiamo noi di luce.
Dunque, continuiamo a riflettere sul
consiglio di Gesù espresso in Giovanni
16:24.
Gesù dice: "Finora non avete chiesto
nulla nel mio nome, chiedete e otterrete
perché la vostra gioia sia piena."
Un giorno Gesù ha detto:
"Anche chi crede in me compirà le opere
che io compio e ne farà di più grandi".
Perché vado al Padre.
Ecco, Gesù ha affermato che la fede
rivoluzionerà il mondo.
Il destino che davanti all'uomo è
straordinario.
Con la fede l'uomo sarà capace di
superare perfino ciò che ha fatto
Cristo.
Sì, noi lo intravediamo già.
Con la fede gli uomini hanno portato la
salvezza ben più lontano di quel che
fosse riuscito a fare Cristo, a entrare
in ambienti ben più ostili del mondo
giudaico,
aggiungere a certi popoli che Cristo in
vita non nominò mai
a entrare e a rivoluzionare intere
civiltà
con la fede e per la fede.
Milioni di martiri han dato la vita,
mentre al suo tempo Cristo solo si era
sacrificato
e tutti gli intimi erano tutti fuggiti.
Con la fede sono stati fatti sulla terra
miracoli ben più grandi e di proporzioni
ben più vaste dei miracoli operati da
Cristo nella Palestina.
Basti pensare a tutti i movimenti di
carità. che sono nati nella storia dopo
Cristo.
E sarà sempre così, perché chi crede in
Cristo ha la promessa da Cristo di fare
anche di più di Cristo. Perché? E Gesù
dice: "Perché io vado al Padre, cioè
perché io sono risorto,
cioè
sono vivo accanto a voi,
cioè attraverso la sua risurrezione
Cristo è ora qui operante, vivo in tutti
gli angoli della terra, operante in
qualunque situazione umana,
è sempre a disposizione dell'uomo se
l'uomo
Qualunque cosa chiederete la farò.
Gesù precisa: "Qualunque cosa chiederete
nel mio nome la farò. Qui nel mio nome
ha certamente una sfumatura in più che
bisogna scoprire.
Qui probabilmente intende dire qualunque
qualunque cosa chiederete a me,
basandovi sulle mie promesse e ubbidendo
a ciò che ho insegnato sulla preghiera,
io lo farò.
E perché la realtà fosse ben avvertita,
Gesù ribadisce una seconda volta: "Se
chiederete qualcosa a me nel mio nome,
io la farò". Che cos'è questo chiedere a
Cristo? nel suo nome. Chiedere a Cristo
è come chiedere al Padre, insegna Gesù.
Occorre chiedere come ha insegnato
Cristo.
Sembra che Gesù alluda soprattutto alla
fede. Infatti tutto il contesto è sulla
fede. In parole povere, Gesù forse ci
vuol dire: "Se mi pregherete poggiandovi
su quello che vi ho insegnato, state
certi, risponderò".
Vi ho dato garanzia che se pregate con
fede il Padre risponderà.
Perciò quando pregate me con fede
anch'io risponderò prontamente
e la mia risposta sarà la gloria del
Padre. Il Padre sarà felice di questa
intimità profonda tra me e voi.
Insomma,
forse scavando bene questa frase, questo
consiglio, pregare nel nome di Cristo,
bisogna ancora aggiungere. Chiedere nel
nome di Gesù implica certamente ancora
un altro significato.
Prima di presentare al Padre le nostre
richieste, dobbiamo premunirci di avere
il nulla osta di Cristo.
Questo è il significato forse che
bisogna anche dare a chiedere nel nome
di Cristo.
Munirci del nulla osta di Cristo. Ci
sono richieste a cui ben difficilmente
Cristo darebbe il suo consenso.
Ci sono invece problemi che stanno tanto
a cuore a Cristo che Cristo sarebbe
disposto a firmarli anche col suo
sangue.
in una richiesta al Padre sono sicuro
dell'appoggio incondizionato di Cristo,
allora devo partire con una con una fede
che infrange le montagne.
Abitiamoci dunque a scandagliare le
nostre preghiere così Cristo chiederebbe
questo per me, con me. Cristo
approverebbe, passerebbe la mia
preghiera, darebbe il nulla osta.
da proprio slancio di fede, la
consapevolezza di pregare secondo il
cuore di Cristo.
Ci sono poi problemi su cui Cristo ha
tanto insistito,
come l'unità della Chiesa, la carità.
Allora, presentiamoli al Padre quasi
come delegati di Cristo.
Così Cristo non darebbe il suo nulla
osta quando chiediamo senza collaborare
seriamente con Dio, senza dare
la nostra parte. Come approverebbe
Cristo la richiesta di liberarci da una
cattiva abitudine o da un vecchio
difetto quando noi non alziamo un dito
per combatterlo? Cristo non mette il
nulla osta sulle preghiere magiche.
Cristo lo mette solo sulle preghiere
corresponsabili.
Vorrei aggiungere un altro consiglio, un
ultimo consiglio.
Qualche volta per dare risalto al
chiedere nel nome di Cristo, io uso
questa formula per Cristo, con Cristo,
in Cristo. Sapete la formula liturgica
che conclude tutte le preghiere
eucaristiche
e forse la spiegazione più completa
della nostra invocazione nel nome del
Signore nostro Gesù Cristo.
Pregare nel nome di Cristo è proprio in
sostanza questo e pregare per Cristo,
cioè per mezzo di lui, per i suoi
meriti, per la forza del suo comando,
per la sua autorità.
Pregare con Cristo è questo e pregare
uniti a lui, nostro fratello,
balbettando dietro a lui le nostre
richieste al Padre.
Pregare in Cristo è chiedere sprofondati
in lui, rivestiti di lui, uniti a lui
nella mente, negli ideali, nei desideri,
in tutto.
Forse è molto utile nella nostra
preghiera privata per stimolare di più
l'attenzione,
sostituire spesso le parole nel nome di
Cristo con la loro spiegazione più ampia
di sapore liturgico con Cristo, per
Cristo, in Cristo.
Anche le espressioni più profonde della
nostra preghiera
sono soggette ad uno scadimento,
perdono con l'uso la loro vivacità ed
incidenza e rinnovarle con un contenuto
nuovo alla sua importanza.
Io soamente uso questa formula. Padre,
nel nome di Gesù,
chiedo questo
per Cristo, con Cristo, in Cristo, unito
a Maria Santissima.
A me sembra
che quando mi esprimo così, allora
penetro bene il concetto,
pregare nel nome di Cristo.
La Chiesa
prega con Cristo, per Cristo, in Cristo
a ogni preghiera eucaristica. Facciamolo
anche noi.
Sarà molto conveniente. E nella
preghiera di domanda
non dimentichiamo
che ciò che dobbiamo domandare di più è
il dono dello Spirito Santo.
Per ubbidire a Gesù.
Gesù ha detto: "Chiedete, vi sarà dato,
cercate e troverete, bussate e vi sarà
aperto, perché chi chiede ottiene, chi
cerca trova e a chi bussa sarà aperto."
Se voi che siete cattivi sapete dare
cose buone ai vostri figli,
quanto più il Padre vostro celeste darà
lo Spirito Santo a coloro che lo
chiedono. Dunque, chiediamo lo Spirito
Santo, chiediamolo
continuamente, chiediamolo in tutte le
situazioni,
chiediamolo
in tutti i momenti di debolezza.
Questa riflessione sullo spirito seguono
il nostro libro intitolato
Vieni, o Spirito creatore, Conversazioni
coi giovani. Editrice LDC.
Sono alla pagina 43.
Il dono dello spirito è legato alla
preghiera.
Sembra che questa sia una legge che non
conosce eccezioni.
La preghiera è la fede in atto.
Senza la fede lo Spirito non può venire.
Perché la fede è il bisogno intimo di
Dio, è il riconoscimento profondo di
questo bisogno.
La fende, la fede quindi è la chiamata
dello Spirito in noi. La fede è il grido
del povero a Dio.
Lo spirito si comunica solo nella
sincerità.
Solo quando percepiamo la nostra immensa
miseria e riconosciamo di avere un
bisogno immenso di lui,
lo spirito può venire.
Per questo la preghiera è condizione
essenziale per ricevere lo spirito.
Vorrei farvi riflettere oggi su due
condizioni essenziali per ricevere lo
spirito. La prima è pregare,
la seconda è pentirsi.
Cominciamo dalla prima. Quando preghiamo
veramente siamo veramente sinceri.
Bisogna che giungiamo alla preghiera
vera.
Bisogna che giungiamo
anche alla preghiera continua, se è
possibile. Chi più prega più è pronto a
ricevere lo Spirito, più gli prepari il
terreno, più favorisce l'azione dello
Spirito.
Chi invece non prega innalza gli
sbarramenti allo spirito
e l'accanimento nella preghiera provoca
in noi sempre l'irruzione dello spirito.
Là dove si prega, là è presente lo
spirito. Ha detto il Papa. L'accanimento
nella preghiera provoca l'irruzione,
cioè la Pentecoste.
Per tutti arriva o presto o tardi la
chiamata alla preghiera e l'appuntamento
dello spirito e l'attesa dello spirito.
Se manchiamo all'appuntamento dello
Spirito,
portiamo su di noi una responsabilità
gravissima.
Nel libro degli Atti, a fianco della
grande Pentecoste,
avvengono anche le piccole Pentecosti.
Pentecoste, ma tutte sono segnate dalla
preghiera.
Sentite dal libro degli Atti capitolo 4
versetto 23 seguenti.
Pietro è stato liberato
e si è congiunto ai suoi. Il libro degli
Atti dice: "Appena rimessi in libertà
andarono dai fratelli
Pietro e Giovanni.
Appena rimessi in libertà andarono dai
fratelli. Tutti insieme levarono la voce
a Dio. Comincia una grande preghiera
della comunità.
Quando ebero terminata la preghiera, il
luogo in cui erano radunati tremò e
tutti furono pieni di Spirito Santo e
annunziavano la parola di Dio con
franchezza. Vedete
una seconda Pentecoste, una piccola
Pentecoste causata solo da che cosa?
Dalla comunità che prega con grande
fervore.
Dunque la Pentecoste è a portata di mano
di tutti in tutti i tempi. È necessario
solo pregare, non porre limiti alla
preghiera.
Tutti l'avete già imparato, credo, i
periodi più fecondi della nostra vita.
Sono stati certamente i periodi più
ricchi di preghiera,
perché un periodo ricco di preghiera ha
una piccola pentecoste della vita.
Lo spirito non ha tempi. Lo spirito non
ha limiti nel darsi. pone solo una
condizione,
che lo attendiamo, cioè che preghiamo.
Probabilmente
l'avventura della preghiera
comincia con un atto gratuito dello
spirito, un invito, un bisogno, un
bisogno di lui. Se rispondiamo
dandoci generosamente alla preghiera, lo
Spirito risponde in modo più profondo.
Se rispondiamo di più, se preghiamo di
più, lo Spirito dà di più.
E allora comincia una gara tra noi e lo
Spirito. Ma lo Spirito ci supera sempre
nella sua sovrabbondanza.
Una cosa è certa ed è controllabile, è
sotto il controllo incessante della
nostra esperienza.
Tutta la nostra vita si trasforma
se ci diamo seriamente alla preghiera.
Ho ricevuto una lettera da una mamma
solo ieri
che mi diceva: "Io sono una mamma
fallita
perché ho fallito coi miei figli".
Io le ho risposto,
se sei una mamma che prega, non puoi mai
dire che sei una mamma fallita,
perché tu raggiungerai i figli con la
tua preghiera quando vuoi e quanto vuoi.
Lo Spirito è a nostro servizio quando
noi siamo pronti ad accoglierlo. La
Pentecoste è alle nostre porte e attende
solo la nostra buona volontà.
Nel libro degli Atti al capitolo 8 c'è
scritto: "Gli apostoli seppero che la
Samaria aveva accolto la parola di Dio e
vi inviarono Pietro e Giovanni."
Essi discesero e pregarono per loro
perché ricevessero lo Spirito Santo.
Dunque, anche sugli altri può scendere
lo Spirito se noi preghiamo.
Io conosco una mamma che ha guarito due
figli drogati facendo solo questo. Al
cuore della notte si alzava,
si inginocchiava accanto a loro e su
loro invocava lo Spirito Santo. Lo
faceva
per tutto il tempo che poteva, ore e
ore.
Li ha tirati fuori dalla droga solo
così, invocando lo Spirito Santo nel
cuore della notte.
Anche sugli altri può scendere lo
spirito se noi preghiamo. Per questo San
Paolo è tanto insistente
nella preghiera dei fratelli e per i
fratelli.
Sentite
ancora il libro degli Atti.
C'era in Cesarea un uomo di nome
Cornelio,
centurione della corte italica,
uomo pio e timorato di Dio con tutta la
sua famiglia,
faceva molte lemosine e pregava sempre
Dio.
Dunque, una famiglia pagana. Bene, anche
su un'intera famiglia pagana viene la
Pentecoste con grande meraviglia di
Pietro. Perché?
Perché è una famiglia pagana che prega.
Cornellio appare uomo abituato alla
preghiera,
un uomo pieno di fede.
Dunque, buttiamoci nella preghiera.
Anche il paganesimo che portiamo addosso
non conta per lo Spirito Santo. Se noi
ci buttiamo nella preghiera con
generosità,
parleremo
della preghiera continua,
ma intanto voglio dire,
lo spirito
riserva delle sorprese a chi si
abbandona seriamente a lui con la
preghiera.
Sentite il libro degli Atti al capitolo
10. Cornelio,
dice l'angelo,
Cornelio, sono state esaudite le tue
preghiere. Manda dunque a Giaffa e fa
venire Simone, chiamato anche Pietro.
E comincia
un'era nuova per la famiglia di
Cornelio.
Avviene la Pentecoste
perché perché Cornelio era uomo di
preghiera e davanti al capo della
chiesa, a Pietro Cornelio dichiara di
abbandonarsi completamente a Dio. dice,
"Or dunque, tutti noi, al cospetto di
Dio siamo qui riuniti per ascoltare
tutto ciò che dal Signore ti è stato
ordinato.
E in questo abbandono completo nelle
mani di Dio lo Spirito irrompe."
Sempre il libro degli Atti al capitolo
10. Pietro stava ancora parlando quando
lo Spirito Santo scese sopra tutti
coloro che ascoltavano.
E i fedeli circoncisi che erano venuti
con Pietro si meravigliavano che anche
sopra i pagani si affondesse il dono
dello Spirito Santo. Li sentivano
infatti parlare in lingue diverse e
glorificare Dio.
possiamo avere mille titubanze a
riguardo causate in gran parti in gran
parte da una certa prassi nella Chiesa,
perché forse abbiamo dimenticato per
troppo tempo certe pagine degli Atti, ma
una cosa è certa, l'implorazione
comunitaria ha un grande valore nei
piani di Dio. Gesù ha promesso di essere
al centro dell'implorazione comunitaria,
di pregare proprio in mezzo a noi. È
possibile che non possa verarsi ciò che
Gesù ha detto tanto solennemente: "Se
voi che siete cattivi sapete dare cose
buone ai vostri figli, quanto più il
Padre vostro celeste darà lo Spirito
Santo a coloro che lo chiedono? E se lo
chiedono tanti insieme, lo chiedono con
Gesù.
Gli effetti del cosiddetto battesimo
dello spirito
sono così sintetizzati da un famoso
libro dei cattolici pentecostali
dell'America.
Sapete che i cattolici pentecostali
americani,
più che effusione dello spirito, come
dicono nel rinnovamento,
lo chiamano il battesimo nello spirito,
cioè l'implorazione comunitaria dello
Spirito Santo.
Dicono che questi affetti sono sempre
visibili quando l'implorazione è fatta
seriamente.
un'inclinazione speciale alla preghiera,
un grande desiderio della parola di Dio,
un dominio nuovo sul peccato e sulle
cattive abitudini,
la crescita dell'unione con Dio.
In particolare il dono della preghiera
e la preghiera continua è contemplato
come dono normale
del battesimo dello spirito,
dell'effusione dello spirito dai
cattolici
pentecostali americani. Lo Spirito Santo
non può negare questa meta dopo tanto
sforzo nel volerla raggiungere.
La seconda condizione per ricevere lo
spirito è il pentimento.
Al libro degli Atti capitolo secondo
c'è scritto
che dopo il discorso di Pietro
la gente chiede cosa dobbiamo fare
fratelli? Pietro disse: "Pentitevi
e ciascuno di voi si faccia battezzare
nel nome di Gesù Cristo per la
remissione dei vostri peccati. Dopo
riceverete il dono dello Spirito." Anche
i sinottici lo ribadiscono. Luca 24. Nel
suo nome saranno predicati a tutte le
genti la conversione e il perdono dei
peccati. E io manderò su di voi quello
che il Padre mi ha promesso,
quello che il Padre mio ha promesso,
cioè lo Spirito Santo.
Se abbiamo in noi il peccato, noi
poniamo uno sbarramento lo Spirito,
perché lo spirito è l'amore e il peccato
è l'antiamore, è l'egoismo.
Lo spirito è l'amore infinito, non può
quindi venire a patti col male. Il
peccato è già per sé il rigetto dello
spirito, perché è il rigetto dell'amore
e l'imprigionamento dell'egoismo.
Il peccato è fuggire da Dio perché
andare contro la sua volontà. Per questo
lo stato di peccato non è compatibile
con lo Spirito Santo.
È logico che il pentimento dei nostri
peccati
sia una condizione essenziale per
ricevere lo spirito. Un'amicizia
suppone sempre la resa completa dei
conti. Se c'è tensione tra i due, ci può
essere l'amicizia.
Se c'è ostilità come può esistere
l'amicizia?
Per quanto duro e superficiale sia
l'uomo, è sempre disarmato davanti a un
atto di sincero pentimento. Quanto più
Dio, amore e delicatezza infinita,
quanto più Dio si deve commuovere
davanti a un atto di pentimento vero.
Difatti le pagine più belle del Vangelo
sono state scritte intorno a questo
tema.
Il figlio al prodigo, la pecorella
smarrita, il debitori, l'adultera, la
samaritana, Zaccheo, la Maddalena, il
buon ladrone. La tenerezza di Dio
traboca davanti a un atto di sincero
pentimento. È per questo che Gesù a
Pietro ha detto che si doveva perdonare
70 volte sette, quasi per dire davanti a
chi si pente occorre perdere tutto.
Il pentimento è condizione essenziale
per ricevere lo Spirito Santo, perché il
pentimento in sostanza è entrare in
sintonia di sentimenti con Dio, in
sintonia di desideri, in sintonia di
volontà con Dio. in una parola e entrare
in amicizia con Dio.
Ecco, ho terminato. Adesso vorrei
raccomandare a tutti
che se volete imparare a pregare
dovete assolutamente
impegnarvi
a esercitarvi nella preghiera. Per
pregare, per imparare a pregare bisogna
pregare.
La formula che sono solito dire è
questa. Cosa fare quando preghi? Tre
cose. Invoca lo spirito, aderisci a
Gesù.
[Musica]
Ecco, io chiedo a tutti gli ascoltatori
che vogliono imparare a pregare di
dedicare mezz'ora al mattino e mezz'ora
alla sera.
E non tirate fuori che non c'è tempo.
Abbiamo tempo a tutto quello che è
importante, quello che ci attrae. Dovete
trovare la mezz'ora per il Signore. Lui
vi dà 24 ore. Possibile che non trovate
mezz'ora per lui? E quella mezz'ora
organizzatela bene,
10 minuti dedicatele allo Spirito, a
invocare lo spirito. 10 minuti
dedicatelo a Gesù.
Aderire a Gesù leggendo la parola di
Gesù. reggendo il Vangelo o il Vangelo a
tappeto, un Vangelo a tappeto oppure le
letture del giorno e interrogando Gesù,
perché non è importante quello che dite
a Gesù, ma quello che Gesù può dire a
voi.
Poi 10 minuti col Padre, aprire il cuore
al Padre, lasciarvi amare, stare lì
presenti all'Eterno presente.
Se non siete capaci a stare in silenzio
alla presenza del Padre, impegnatevi a
dire quelle a dire in quei 10 minuti il
Padre nostro, il Padre nostro impiegando
10 minuti. Ecco, desidero dire ben
chiaro, se non vi abituate alla
disciplina della preghiera,
non progredite nella preghiera. E vorrei
ricordarvi un monito tremendo di San
Giovanni della Croce. Nella preghiera
chi non va avanti va indietro.
Ecco, terminato.
[Musica]
Qui Radio Maria abbiamo trasmesso una
catechesi di padre Andrea Gasparino.
[Musica]