Scuola di preghiera di padre Andrea Gasparino – Lezione n. 20
· Suor Chiara
Trascrizione automatica
Trascrizione automatica del video, inserita qui allo scopo di rendere più agevole la fruizione e meditazione dei passaggi più essenziali. Per il testo esatto ascoltare il video, essendo che questa trascrizione, ottenuta automaticamente dai sottotitoli di YouTube, può essere affetta da qualche inesattezza qua e là. Questa Scuola di Preghiera é disponibile da tempo su Youtube e viene riportata qui per riproporla e condividerla a chi non la conosce.
[Musica]
Qui Radio Maria trasmettiamo una
catechesi di padre Andrea Gasparino.
[Musica]
Siamo alla lezione decima, sempre sul
tema la preghiera di domanda.
Comincio salutando tutti e ringraziando
tutti gli ascoltatori. Soprattutto
voglio ringraziare gli ascoltatori che
mettono in pratica ciò che imparano
dalla scuola di preghiera, perché
sentire è niente, praticare è tutto.
Allora, vi invito tutti ad attuare le
cose che sentite, a renderle pratiche.
Cominciamo come al solito invocando lo
Spirito. Chiediamo i nove frutti dello
Spirito. Ripetete con me la mia
preghiera. Padre, nel nome di Gesù,
donaci l'amore dello Spirito Santo.
Ecco, ripetetelo.
Padre, donaci nel nome di Gesù la gioia
dello Spirito Santo.
Padre, donaci
nel nome di Gesù
la pace dello Spirito Santo.
Padre, ti chiediamo nel nome di Gesù la
pazienza dello Spirito Santo.
Padre, ti chiediamo nel nome di Gesù la
tenerezza dello Spirito Santo.
Padre, ti chiediamo nel nome di Gesù
l'umiltà dello Spirito Santo.
Padre, ti chiediamo nel nome di Gesù la
fedeltà dello Spirito Santo.
Ti chiediamo la mitezza dello Spirito
Santo.
Ti chiediamo il dominio di noi stessi.
Spirito Santo, manifestati con potenza
nella mia debolezza.
ogni parola, ogni pensiero
sia tutto alla tua gloria, non alla
nostra gloria.
Invochiamo anche Maria Santissima.
O Maria, guidaci alla preghiera
profonda,
portaci alla preghiera vera.
Fa capire a tutti che la preghiera
parolaia non serve, non converte.
Non cambia il nostro cuore,
fa capire a tutti che non possiamo
continuare a ritenere la preghiera un
dovere. La preghiera è un bisogno, la
preghiera è una gioia.
Chiedo a tutti i malati che ascoltano,
che vogliano collaborare con la nostra
scuola di preghiera offrendo la loro
sofferenza,
soprattutto se c'è qualche giovane
ammalato, offra la sua sofferenza perché
questa scuola di preghiera raggiunga
altri giovani.
Se c'è qualche mamma
con nel cuore qualche grande sofferenza,
offra la sua sofferenza.
perché sia salvato qualcuno attraverso
queste parole della nostra scuola di
preghiera.
Ricordatevi, mamme che soffrite, che le
vostre lacrime
sono le preghiere più preziose davanti a
Dio.
Ecco, adesso facciamo
un un secondo passo, un ulteriore passo,
meglio, nella preghiera di domanda,
un consiglio importantissimo di Gesù che
non dobbiamo mai dimenticare
[Musica]
quando Gesù
dice,
"Se vi mettete a pregare
prima dovete perdonare."
Gesù ci chiede di presentarci al Padre
col cuore limpido.
La preghiera è l'amore di Dio che ci
tocca, ma se il nostro cuore non è a
posto con la carità, Dio non può
raggiungerci.
Allora Gesù ha dettato una regola
importantissima prima della preghiera.
Sono due i testi che voglio presentarvi.
Cominciamo dal primo. Marco 11:25.
Quando vi mettete a pregare, se avete
qualcosa contro qualcuno, perdonate,
perché anche il Padre vostro che è nei
cieli perdoni a voi i vostri peccati.
Quando vi mettete a pregare, dunque Gesù
insegna proprio che il perdono va
concepito come una introduzione alla
preghiera.
Quasi volesse intendere. Indossate prima
l'abito della preghiera prima di
presentarvi a me. E l'abito
è il perdono.
Sì, perché quando siamo fuori dalla
carità noi abbiamo perduto il vestito di
Dio. Gesù non ha detto che la carità è
la divisa del cristiano.
Non dobbiamo
[Musica]
avere il coraggio di presentarci a Dio
con la carità a Brandelli.
Gesù ci ha ammoniti di non farlo.
È un rituale di corte, diciamo così, di
unimportanza pratica grandissima,
perché è un rituale che invece di
esaltarci ci tira giù dalle nuvole, ci
fa camminare coi piedi per terra.
È un rituale che invece di segregare e
creare una nobless,
fa andare verso i fratelli, quasi
insinmarci che i fratelli sono prima di
Dio, sono preziosi e importanti come
Dio.
Se avete qualcosa contro qualcuno,
perdonate.
Non pare così semplice come Cristo ce lo
comanda.
Eppure Cristo lo comanda con una
naturalezza tale come fosse una cosa
ovvia di cui anche noi dovremmo renderci
conto prontamente.
Evidentemente Gesù parla qui di un torto
avuto e dice chiaro di dimenticare,
di passarci sopra, di perdonare. Non è
facile.
esige riflessione,
esige calma, esige buona volontà,
esige un cuore buono e generoso.
Sovente la nostra difficoltà a perdonare
viene da un errore grossolano che
facciamo. Noi spesso confondiamo il
sentire col volere.
Gesù Cristo non si sogna di chiederci di
non sentire le offese. È lui che ci ha
fatti sensibili.
Ma Gesù parla di volontà di pardono.
La volontà di perdono la possiamo
comandare sempre noi. La sensibilità no.
La volontà di perdono è sempre
possibile.
La sensibilità ferita non rimargina
sempre
e in tutti
è così.
Qualche volta ci vuole tempo,
ci vuole pazienza
per rimarginare la ferita.
Ecco, c'è un test per capire se
veramente abbiamo perdonato.
Forse c'è un segno quando abbiamo
veramente perdonato, quando siamo pronti
a rispondere a chi ci ha feriti
facendogli del bene.
Quando potendogli fare un piacere non
esitiamo nel farlo.
Quando siamo capaci a controllare la
lingua se parliamo di quella persona,
quando sappiamo nel segreto
implorare su di lui la benedizione di
Dio, sono tutti segni che noi abbiamo
veramente perdonato.
Ecco, se siamo capaci a fare tutto
questo, dobbiamo stare in pace. abbiamo
perdonato, possiamo accedere alla
preghiera
perché anche il Padre vostro perdoni a
voi, dice Gesù,
cioè perché Dio sia in pace con voi
possa venirvi incontro, non sia lontano,
non sia impedito dal vostro cuore
cattivo a versare il suo amore in voi.
La preghiera è esperienza di Dio. È un
accogliere il suo amore. Chi non ha la
carità, non ha il necessario per
accogliere il suo amore. Non possiamo
attingere ad una sorgente
se non abbiamo nulla per attingere,
nemmeno le mani per attingere.
Poi Gesù
dà un altro consiglio, Matteo 5:23.
Eccolo.
Se tu presenti la tua offerta
sull'altare
e lì ti ricordi che tuo fratello ha
qualcosa contro di te, lasci lì il tuo
dono davanti all'altare e va prima a
riconciliarti col tuo fratello, poi
torna a offrire il tuo dono.
È proprio lo stesso pensiero di Cristo
che continua.
Prima della preghiera
Gesù ci ordina di avere l'abito di
decoro, la carità.
È bella la tradizione della Chiesa che
prima dell'Eucaristia ha sempre voluto
il rito penitenziale
e che proprio prima dell'incontro
personale con Cristo nella messa alla
comunione
vuole il rito della pace tra i fratelli.
Ma è necessario che non sia un pro.
È necessario vietarci di posare, di
recitare. Il rito penitenziale
in linea col pensiero di Cristo deve
veramente purificarci da tutti i peccati
contro la carità.
Ma un esame serio della nostra carità
non si improvvisa.
[Musica]
C'è troppo rischio al rito penitenziale
di fare un atto farisaico e allora il
rito penitenziale si fa prima in
privato, prima di accedere all'altare.
Lascia lì l'offerta di Gesù, cioè non
aver nessuna premura, intanto non gli
faccio niente della tua messa sembra
dirci Gesù Cristo.
C'è un'altra messa che ti attende prima
di tutto. Prima celebra la messa col tuo
fratello, cioè dà a lui quello che gli
devi dare, il tuo amore. Poi vieni a
fare l'altra messa, quella con me, che è
molto più semplice.
La prima messa, l'amore al fratello, è
il segno della seconda messa, l'amore a
Dio.
Se tuo fratello ha qualcosa contro di
te, dice Gesù. Dunque, siamo a un altro
caso differente dal primo. Prima si
parlava di torto ricevuto. Qui c'è un
torto che hai fatto che devi
assolutamente togliere di mezzo prima di
accostarti a Dio.
Se mettessimo in pratica questi
insegnamenti così semplici, così vitali
di Cristo, come sarebbe bella la nostra
vita, come sarebbe vero il nostro
rapporto con Dio, come sarebbe forte ed
efficace la preghiera.
Ma noi queste enorme sapienti di Cristo
prima della preghiera le abbiamo buttate
alle spalle.
Non diamo loro importanza e allora la
nostra preghiera continua a essere
farisaica, perciò inefficiente.
Allora non possiamo mai sperimentare
fino in fondo la potenza della preghiera
come ce l'ha presentata Gesù.
Come sarebbe importante se infilassimo
nel nostro libro di preghiera la nostra
lista nera?
Cos'è?
Chiamo la lista nera, la lista di tutte
le persone con cui abbiamo qualche
ruggine
o che noi abbiamo danneggiato e poi
prima dell'Eucaristia
fosse quella la nostra prima devozione,
prima di ogni altra devozione, dare cioè
uno sguardo alla lista nera e
cancellarla
col pentimento, con la preghiera, con la
bontà.
Come cambieremmo nel cuore se
guardassimo in faccia ogni giorno le
nostre durezze, i nostri egoismi?
Si deve confessare che Cristo è
veramente un grande maestro dell'uomo.
Voglio presentarvi una testimonianza
efficace,
la testimonianza di una scrittrice
cristiana
americana,
molto famosa in America.
Katherine Marshall.
Katherine Marshall è nel campo religiosa
religioso una delle più vivaci
scrittrici di America.
Il suo ultimo libro intitolato Al di là
di noi stessi ha avuto un successo
editoriale enorme.
Ciò che rende tanto simpatica questa
scrittrice cristiana forse è il fatto
che Katherine Marshall vive con rigore
quello che scrive.
I suoi libri sono tutto un intreccio di
testimonianze vive, spesso
autobiografiche.
in un suo libro racconta che colpita
fortemente dal richiamo di Gesù di
perdonare prima della preghiera, ora ha
deciso lei con suo marito di mai
iniziare la preghiera del mattino senza
una matita e un notes.
Che cosa c'entra questo con la
preghiera? moltissimo.
Katherine Marshall ha imparato
che prima di pregare deve fare piazza
pulita di tutto ciò che la separa da Dio
nella carità. Perciò indugia lungamente
a prendere nota di ogni astio, di ogni
credine, di ogni malanimo da cui è
infetta. Su questo materiale fa la sua
purificazione prima della preghiera.
dà il suo perdono a tutti e lo dà con
concretezza.
Spesso le succede che prima della
preghiera sente il bisogno di scrivere
un biglietto di scusa e di mandarlo ad
un'amica
o di fare una telefonata
o di fare qualche riparazione con la
mente quando sente non opportuno né
scrivere né telefonare
e perdonare di cuore
dice occorre arrivare ad implorare le
benedizioni di Dio sulla persona da cui
siamo divisi. Questo è il suo principio
prima della preghiera.
Fatto questo, allora si accinge a
pregare e confessa: "La gioia è il segno
dell'approvazione di Dio. Al perdono
generoso
vedo che segue sempre la la gioia".
Così Katherine Marshall ha imparato a
iniziare sempre la sua preghiera con un
bagno di gioia, la gioia del perdono
cristiano. Così dobbiamo fare anche noi,
dobbiamo impararlo anche noi. E allora
lasciatemi ancora dire che il primo
oggetto della nostra preghiera è
chiedere lo Spirito Santo
e ricordarci di quel che ha detto Gesù.
Chiedete e vi sarà dato. Cercate e
troverete, bussate e vi sarà aperto. Se
voi che siete cattivi sapete dare cose
buone ai vostri figli, quanto più il
Padre vostro darà lo Spirito Santo
coloro che lo chiedono.
Perché chiedere lo Spirito Santo? Perché
tanta insistenza nel chiedere lo Spirito
Santo, ma perché lo Spirito Santo è
tutto.
È tutto.
Quando avete lo Spirito Santo, avete
tutto.
Allora, ricordatevi che il punto
centrale
della vostra preghiera di domanda alla
fine è sempre questo, chiedere il dono
dello Spirito Santo. Questa volta vorrei
osservare una cosa importante.
Per ricevere lo Spirito Santo
è indispensabile la preghiera unita al
pentimento.
Senza pentimento lo Spirito Santo non
può venire in noi. Ecco, vorrei
richiamare
questa volta su un fatto importante.
Bisogna che impariate a discernere
pentimento da pentimento.
C'è il pentimento vero e c'è il
pentimento fasullo.
Il pentimento vero prepara a ricevere lo
spirito e già ricevere lo spirito perché
entrare in amicizia profonda con Dio.
Il pentimento fasullo illude ed elude,
illude noi ed elude lo spirito perché
tradisce l'amicizia.
Il pentimento fasullo ha dei segni quasi
inconfondibili
come li ha anche il pentimento vero.
Vediamoli con calma. Il pentimento
fasullo,
il pentimento fasullo
convive con una scusa sottile del male.
Non è una scusa aperta, è una scusa
larvata.
traduce in sostanza questo sentimento.
Sì, ho sbagliato, ma non il finimondo
quello che ho fatto.
Il pentimento fasullo
mette poca decisione nel prendere i
rimedi.
Si scelgono i rimedi paravento, non i
rimedi radicali
e traduce questo sentimento. Insomma,
lottare sì, ma non esageriamo. Ogni
esagerazione è uno sbaglio in partenza.
Il pentimento fasullo normalmente è
accompagnato da poca preghiera divagata
e fiacca.
Il pentimento fasullo è rincrescimento
solo a parole che qualche volta stentano
persino a venir fuori.
Col pentimento fasullo spesso si
accompagna la confessione sacramentale
che però è solo una parata, un'azione
magica che non risolve la situazione.
Invece le caratteristiche del pentimento
vero sono ben altre. Ecco, ve le dico
chiedendovi di fare il discernimento
se siete abituati al pentimento vero dei
vostri peccati.
[Musica]
Il pentimento vero comporta sempre il
coraggio della sincerità assoluta con se
stessi quando si ha il coraggio di dire
"Ho peccato".
Il pentimento vero comporta quasi sempre
un un bisogno fortissimo di aprirsi con
qualcuno fino in fondo, senza mezzi
termini
ed è normalmente legato a una
confessione schietta, sanguinante.
E nella confessione non si va in cerca
del confessore che non disturba.
Non sia questo per la mente.
Anzi, se si incontra il confessore che
disturba,
è preferito a quello che non disturba.
Perché? Perché si è pentiti.
Il pentimento vero quasi sempre comporta
una grande umiltà nell'aprirsi.
E poi una radicalità nelle decisioni
contro il peccato.
Radicalità che bisogna dire qualche
volta
occorre renderla pratica concreta perché
i sentimenti interni possono soppiantare
la concretezza.
Quasi sempre il pentimento vero è
accompagnato da una preghiera ardente,
lunga, impegnata.
Il ringrescimento del male viene dal
profondo senza togliere normalmente la
pace.
Poi la confessione sacramentale diventa
una tappa che incide, che lascia il
segno. Quasi sempre in seguito vi si
riferisce come un ricordo fortissimo che
ha segnato la nostra vita facendoci
creature nuove.
Nella vita bisogna giungere almeno una
volta al bivio decisivo del pentimento
profondo dei propri peccati. Lì ci
aspetta lo Spirito Santo.
Giunge giungere a fare il punto sulla
verità.
Lo Spirito Santo è spirito di verità,
non comunica se non con la verità.
Bisogna anche dire un'altra cosa. È
importante il dopo pentimento.
Dopo una revisione profonda della nostra
vita
e il pentimento sincero unito alla
confessione sacramentale,
normalmente non è finito tutto, rimane
la nostra debolezza.
Il peccato non c'è più, ma la debolezza
c'è, resta. Occorre oggettività, calma e
saggezza.
Normalmente, dopo la nostra conversione
noi siamo come malati che escono da
un'operazione chirurgica.
Guai se non si ha prudenza. L'euforia
della guarigione può toglierci
l'oggettività e la concretezza.
Occorre molta umiltà.
Si ha bisogno di tante cose, di tanti
aiuti, prima di tutto di un aiuto del
Signore. Io devo cominciare una cura di
superutrizione,
la supernutrizione di una preghiera
abbondante.
La volontà ha bisogno di rafforzarsi.
Lo spirito presente in noi collabora
potentemente a questo rafforzamento.
Ci vuole molta docilità alla sua azione.
Generalmente il Signore sovrabbonda con
aiuti di emergenza che non bisogna
lasciar cadere perché poi non ci saranno
più. Sono un farvore speciale nelle cose
di Dio, una sensibilità nuova contro il
peccato,
mezzi esteriori che incidono fortemente
su di noi, persone, esempi, letture,
difficoltà, gioie.
Quasi sempre la parola di Dio acquista
un fascino nuovo su di noi che non
bisogna trascurare. Sono tutti mezzi di
supernutrizione
con cui lo spirito rafforza la nostra
volontà ancora debole.
Normalmente si crede che tutto il
passato sia finito, che ormai è creature
nuove, ma non è così. Siamo rinati, ma
poi ci tocca vivere e la vita è lì che
ci aspetta. con tutte le sue pesantezze.
Nessuna difficoltà ci deve turbare,
verrà l'alta marea e la bassa marea.
Potremo in qualche momento mancare di
fedeltà allo Spirito, ma lo Spirito non
manca mai di fedeltà a noi e avremo
sempre la possibilità di avere tra le
mani
la grazia
di tornare a un pentimento più profondo.
La grazia di chiedere perdono, lo
Spirito Santo ce la dà sempre.
Voglio concludere con un quadretto
delizioso
che è portato dalla Becca Caffarel nei
suoi quaderni sulla preghiera.
La Beaffarel è un grande maestro di
preghiera francese
porta questa testimonianza di un papà.
Aveva una bambina di 9 anni che era un
tesoro, si chiamava Monique. Una sera il
babpo dice: "Monique, come va la tua
lezione? È tutto pronto per domani?"
Sì" risponde Monique con un po' di
esitazione, ma non era vero. Alle 11 il
papà era solito entrare pian piano nella
stanza dei suoi ragazzi per dare
un'occhiata e vede vicino al letto di
Monique la sua lavagna con scritto un
messaggio proprio per lui. Monique
l'aveva scritto prima di mettersi a
letto. C'era sopra.
Papà, ti chiedo perdono
perché ho mentito.
Non è vero che la lezione era pronta. Ti
chiedo perdono di averlo fatto e
cercherò di mai più fare così. Ho molta
pena. Avrei preferito dire la verità, ma
non voglio dire ora tante cose per non
farti soffrire. Svegliami pure se vuoi,
per parlare insieme della cosa, ma non
parlarmene troppo. Buonanotte, papà.
Monique,
il papà, dopo aver letto cancella
lavagna e scrive la sua risposta così:
"Mia piccola cara Monique, io ti voglio
tanto bene, tanto bene, perché mi hai
scritto per chiedermi perdono.
Io ti perdono con molta gioia e molto
volentieri, perché ho capito che mi
chiedi perdono perché mi ami."
Certo, non è bene dire bugie, ma siccome
tu lo confessi e mi domandi perdono,
tutto è cancellato come se non l'avessi
fatto. E sappi che tutte le volte che tu
avrai pena di avermi dato una pena e me
ne chiederai perdono, io ti perdonerò
sempre.
Anche se succedesse molte volte, il buon
Dio fa così perché ci ama.
Ieri sera volevo svegliarti, ma non ho
potuto. Tanto dormivi sodo. Allora ho
scritto questa lettera perché tu la
trovassi appena ti sveglierai, perché tu
sappia subito che ti ho perdonato. Ti
amo tanto, mia piccola Monica. Continuo
a fare molti sforzi. Ti abbraccio con
tutte le mie forze, papà.
Ecco questo grazioso quadretto per dire
a tutti
il perdono l'abbiamo sempre tra le mani.
Lo Spirito Santo ce lo offre sempre
quando vogliamo. Siamo più conoscenti e
ricorriamo sovente al perdono davanti a
ogni mancanza. è più importante il
perdono che lo scoraggiamento.
Adesso,
terminando voglio dire
ancora una volta
che è necessario per imparare a pregare
accettare la disciplina della preghiera.
Che non accetta la disciplina della
preghiera non progredisce nella vita
spirituale.
Pregare costa, ma dà la vita pregare.
[Musica]
Qui Radio Maria abbiamo trasmesso una
catechesi di padre Andrea Gasparino. No.