Monastero di San Giuseppe — Sorelle povere di Santa Chiara

Scuola di preghiera

Scuola di preghiera di padre Andrea Gasparino – Lezione n. 82

· Suor Chiara
Trascrizione automatica

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qui radio maria trasmettiamo una
catechesi di padre andrea gasparino
prima di cominciare chiedo una preghiera
di qualche mamma pensando che fu il
cuore di una mamma quello che batte più
forte per la più grande messo della
storia che è stata la messa del calvario
allora sento il bisogno di chiedere alle
mamme che facciano battere il cuore
forte alla messa che sappiano quando
hanno una sofferenza che la messa è gesù
che attende la loro sofferenza per
trasformato ho conosciuto una mamma che
diceva così non fa niente di questa
prima domani vado a messa con sarebbe
bello che tante mamme sentissero il
bisogno della messa come quella mamma
crocifissa capace ogni giorni di
ripetere la sua crocifissione con gesù
al santo sacrificio dell'eucaristia
allora chiedo alle mamme presenti
soprattutto le mamme che hanno delle
pene grandi una preghiera in questo
momento per la nostra trasmissione
perché riusciamo a far capire a tanti
soprattutto a chi ha dei grandi problemi
far capire il bisogno di mettere questi
problemi nella messa di capire la
grandiosità di questo dono che ci ha
fatto il signore
chiedete anche questa grazie veramente
io imparo ogni giorno di più a dire in
modo più profondo
la mia messa continuo discorso
dell'ultima trasmissione
stiamo sviluppando il primo concetto
chiave della mente
stiamo girando intorno alla grande
montagna dicevo cioè una riflessione
introduttiva alla messa prima di dare il
via e inerpicarci su della grande
montagna
allora abbiamo detto che il primo
concetto chiave della messa e la messa e
un convito gesù l'ha inventata così come
un convito di famiglia intorno a lui
l'ultima volta l'abbiamo detto il
convinto esige da parte del comitato dei
doveri precisi
continuo ancora due tre cose al riguardo
di questo tema poi passò a un altro tema
a un altro concetto chiave ad un
convinto si parla e si ascolta non ci si
chiude in un mutismo che isola ci si
fonde con gli altri
se faccio l'isola se mi chiudono il
guscio tono e miglio rinunciare al
convito ammessa devo fare così devo
partecipare al dialogo mai giù da
ascoltare e parlare
dio mi parla e io gli devo rispondere
dio mi parla e non devo perdere un aet
dalla sua parola e devo sforzarmi di
intenderla per me nella parola di dio
c'è sempre il messaggio per me c'è
sempre un contenuto di validità
personale sovente dal messaggio di dio
c'è un mio problema gravissimo su cui
dio mi vuole far luce
se io buona volontà poi devo anche
parlare parlo pregando cantando
dialogando nel mio intimo con dio e
anche con tutti gli altri non si va a
messa a fare i pilastri poi
in un convito si rispettano certe norme
di comportamento che tutti esigono e che
tutti rispettano per esempio se tutti
parlano 1 non si mette a cantare se
tutti cantano uno non deve mettersi a
chiacchierare a scherzare a disturbare
si rispettano le esigenze degli altri
per esempio non ci si chiede dove uno
vuole si rispetta un certo ordine non ci
si mette a sedere al posto della sposa o
dei suoi parenti ad un convito di nozze
si rispettano certe abitudini non ci si
siede per terra e neppure sul tavolo si
cerca soprattutto di non mettere disagio
chi ci ha invitato ma gli si mostra
simpatia amicizia riconoscenza nella
messa ci sono delle norme che io devo
rispettare molto rigorosamente alla
messa convinto di cristo ci vuole un
certo rispetto delle cose che lui esige
ci sono enormi esteriori da osservare ma
ci sono cose interiore a cui bisogna dar
molto rilievo la cosa più importante per
esempio è avere il cuore pieno di
gratitudine
devo rendermi conto che la messa
eucaristia cioè ringraziamento esige che
l'attitudine è cristo che mi viene
incontro domando se a me sì donami per
fondermi con lui per porgere al padre e
ringraziamento di tutti gli uomini per
la redenzione cristo mi dà la
possibilità di esprimere con lui per lui
in lui il mio atto d'amore al padre la
mia gratitudine al padre
e l'impegno che vivono per lui lo
porterò nel mondo
amando i fratelli col cuore di cristo
ecco mi sembra che queste erano le cose
principali da tenere presenti a riguardo
di questo primo concetto chiave
adesso passiamo un secondo concetto
chiave la messa e un convito sacrificale
gesù ha concepito la messa come un
convito ma con un compito speciale un
compito sacro di ebrei avevano il
compito sacrificale questo il concetto
primordiale della messa il convito
sacrificale
un'usanza antica come l'umanità
lo si trova ancora oggi in quasi tutte
le parti del mondo
in quasi tutti i popoli si direbbe che
un'idea innata nell'uomo antico come
l'idea del sacrificio
laddove esiste ancora e sacrificio
esiste quasi sembra l'uso del convito
sacrificale che ha come idea di fondo un
concetto bellissimo mettersi a tavola
con dio la nostra civiltà ha perduto
questa usanza però il cristianesimo può
vantare da veri arricchito dalle usanze
sacra perché ha introdotto il santo
sacrificio eucaristico da noi è rimasto
un piccolo residuo di questa usanza
millenaria ma così tenue che non
colpisce più la nostra immaginazione
religiosa da noi per esempio si usa
natale radunarsi tutti in famiglia anche
chi è lontano per festeggiare il natale
sente il bisogno di festeggiare
con un pranzo la solennità religiosa
ecco un pranzo con una tinta religiosa
sembra che si sente il bisogno di farlo
sembra che non sia natale sono ci si
raduna intorno a un tavolo nella pace e
nella gioia nell'amore a fare un po di
festa ma non è una festa come tutte le
altre feste o una festa e un convito con
una punta di sacro
sembra che intorno a una mensa molte
cose si mettano a posto il cuore divisi
si era pacificano le contese si spengono
ci si sente più fratelli ci si sente più
uniti e gesù già proprio offerto la
messa nel contesto di un convito
sacrificale un tavolo una tovaglia dei
cibi degli invitati
ma per fare un atto sacro e la messa
oggi continua ancora esattamente come ce
l'ha data gesù c'è una mensa l'altare
una tovaglia bianca dei cibi il pane e
il vino degli invitati
il popolo di dio un capo tavola il
sacerdote dei fiori dei canti della
gioia si ascolta la parola di dio si
parla con lui nella preghiera sia ma per
comprendere meglio il motivo per cui
gesù ci ha dato la messa in un contesto
di convito sacrificale è bene sapere
qualcosa del convito sacrificale ebraico
dice lui è un grande esperto
dell'eucarestia dice lui e che per
l'ebreo ogni pasto era una cosa sacra
perché ogni pasta aveva un contenuto
religioso ma lo aveva particolarmente il
pasto delle solennità religiose
soprattutto
pasqua anzi in certe comunità ebraiche e
gli dice come in quella di qumran il
convitto era arrivato a prendere il post
significato degli antichi sacrifici
ebraici e secondo il parere di molti
esegeti moderni alle origine di israele
il convitto pasquale era stato
probabilmente l'unico sacrificio nel
convitto sacro avevano sempre un posto
di grande rilievo le preghiere che
l'accompagnavano venivano chiamate
benedizioni ma la parola per noi è
impropria in italiana bisognerebbe
chiamarle consacrazione oppure
ringraziamenti gli ebrei consideravano
queste benedizione queste preghiere
soprattutto come ringraziamento
soprattutto il ringraziamento finale era
particolarmente degno di venerazione i
rabbini attribuiscono a queste preghiere
un'antichità favolosa dice lui anche se
si tratta di un'esagerazione queste
preghiere sono certamente tra le più
antiche dei rituali giudaici giunti fino
a noi
forse sta qui la ragione per cui la
messa si chiama carestia ringraziamento
perché la messa nata nel contesto del
convito sacrificale ebraico aveva
veramente il contenuto del
ringraziamento e il rito centrale della
miss ancor oggi suona così è veramente
cosa buona e giusta renderti grazio
padre la preghiera di ringraziamento
il convito sacro dell'ebreo cominciava
con una lavanda delle mani poi ognuno
beveva la coppa del vino ripetendo
questa benedizione a questo
ringraziamento benedetto sei tu signore
nostro dio re dei secoli che ci dai
questo frutto della vite
ma il convito sacrificale cominciava
ufficialmente solo dopo che il padre di
famiglia aveva spezzato
del pane che poi si sarebbe distribuito
tra i convitati con questa benedizione
con questo ringraziamento appena detto
sei tu signore nostro migliore dei
secoli ti fai produrre i panni della
terra che giungeva dopo questa
consacrazione non poteva più partecipare
al pasto sacro poi seguivano a cibi e
bevande mentre ciascuno da parte sua
pronunciava una serie di benedizione
appropriate
il passo della pasqua si distingueva
solo per cibi speciali erbe amare
soprattutto e agnello con le preghiere
speciali corrispondenti e per la recita
dialogata di una specie di omelia
tradizionale sull'origine e sul senso
sempre attuale della festa così spiega
al buio ma la parte più importante del
convito era la fine del pasto
ricordate la descrizione che fa paolo
paolo dice dopo aver cenato prese al
calice
a questo punto veniva introdotta la
lampada normalmente dalla madre di
famiglia che l'aveva preparata e accesa
essa sua volta veniva benedetta poi
veniva bruciato l'incenso arriva quindi
luogo una seconda lavanda delle mani col
che precedeva e riceveva l'acqua per
primo dalle mani di un servo o in sua
mancanza
dal più giovane dei convitati questo
spiega la scena descritta fosse dal
quarto angelo della lavanda molto
probabilmente in quest'azione giovanni
porta l'acqua è gesù che gli prende la
brocca dalle mani e cominciando da
pietro che prima della comunità dopo di
lui lava con le mani soprattutto i piedi
dei convitati dopo questo ti precedeva
il convinto prendeva in mano la coppa
piena di vino che era stata portata in
tavola e invitava solennemente i
presenti ad unirsi al suo ringraziamento
con questa preghiera
il vino così consacrato veniva bevuto da
tutti con profonda religiosità quasi per
fare una comunione con gli avi quando
entrate una chiesa e celebrano la messa
se sentite che viene letta la quarta
preghiera eucaristica seguita con molta
attenzione
essa è composta proprio sullo schema di
queste famose preghiera di benedizione
ebraiche con tutta probabilità si
avvicina moltissimo alla preghiera
pronunciata da gesù nell'ultima cena se
ci fosse tra gli ascoltatori vicino
qualche ascoltatore un bambino
volete farlo pregare per noi per la
nostra trasmissione
volete fargli chiedere al signore che
cominciamo ad aver paura della nostra
superficialità
quando andiamo alla santa eucarestia
volete far chiedere a quel bambino per
me la grazia di imparare a celebrarlo
carestia in modo vero e a ciascuno di
voi la grazia di non partecipare più
locale stia in modo banale in modo
superficiale
ecco se queste trasmissioni non
migliorano la nostra messa sono inutili
man mano che procediamo nella conoscenza
della santa eucaristia nella conoscenza
della messa la nostra messa deve
cambiare se non avviene questo stiamo
perdendo tutti tempo voi io
allora continuo il tema siamo al secondo
concetto chiave della messa la messa
convinto sacrificale
il primo concetto chiave vera la messa
convinto di famiglia poi secondo
concetto chiave la messa convinto
sacrificale da miss è nata sul convito
sacrificale ebraico ea urto le ieri
stato qualcosa del convito sacrificale
ebraico il convito sacrificale ebraico
esprimeva questo concetto sublime
sedersi a mensa con gli avi in amicizia
e infedeltà con l'animo traboccante di
gratitudine gesù prese questo concetto e
lo arricchisce in modo grandioso il
convito sacrificale cristiana la messa
avrebbe dovuto significare molto di più
doveva esprimere in fondersi con cristo
e col significato profondo della
comunione del suo corpo e del suo sangue
confondersi con cristo per rilevare al
padre un degno ringraziamento per la
gioia della redenzione
siamo così arrivati al terzo concetto
chiave che esprimerei così la messa è un
segno l'uomo per comunicare ha bisogno
di segni la parola un segno il gesto è
un segno con abbraccio
l'uomo può esprimere affetto con una
mano alzata può esprimere una ripulsa
con una mano l'uomo può benedire
agitando un pugno o maledire e
minacciare vuoi è molto piccola
linguaggio dei segni a volte l'uomo usa
anche un oggetto per esprimersi un
oggetto che diventa segno un fiore può
essere sì ma di affetto un nastro
azzurro ha un c o
e segno che sbocciata una vita una
bandiera è segno di un evento nazionale
una medaglia al petto di un eroe è segno
di riconoscimento del suo gesto generoso
anche la messa è un segno e cioè un
mezzo con cui il cristiano intende
esprimere dirà se stesso ai fratelli
qualcosa di profondo qualcosa di intimo
la prima esigenza di un segno e che esso
abbia un contenuto se il segno e senza
contenuto non è più segno se mando un
mazzo di fiori bonamico quel segno deve
esprimere affetto
se invece inviandoli fiori
io penso in cuor mio sei uno scocciatore
io ho svuotato il segno il segno non ha
più ragione di esserci la prima
condizione quindi del segno e che
risponda un contenuto di verità è che
sia profondamente sincero
ora veniamo al dunque di che cosa è
segno la messa la messa è segno di
comunione di comunione con cristo e
attraverso cristo al padre e come unione
a tre livelli comunione con la sua
parola liturgia della parola comunione
con la sua persona dei porci eucaristica
comunione con i fratelli la messa ci
divide in due grandi party intorno a due
mense la mensa della parola e la mensa
eucaristica
la liturgia della parola e gia una
comunione con
lo ascolto e accolgo in me la sua voce
comunicando con lui il suo pensiero
comunicando con quello che lui vuole con
quello che lui pensa con quello che lui
chiede all'uomo la liturgia della parola
e la prima parte poi segue la liturgia
eucaristica nella liturgia della parola
ascolto e accolgo in me cristo nella
liturgia eucaristica avviene la seconda
comunione la comunione con la sua
persona attraverso il suo corpo e suo
sangue
io esprimo l'adesione a lui esprimo come
un segno il pane il vino che vado a
ricevere che mi levo la sua vita della
sua vita entra nella mia vita
il segno è forte e il più forte della
liturgia io penso devo il suo sangue
mangio la sua carne poi c'è la terza
comunione con cristo la più difficile la
più scomoda la più tremenda e
impegnativa la comunione con i fratelli
è facile comunicare con cristo può
illudersi di comunicare ma è difficile
tremendamente difficile la comunione coi
fratelli
eppure la prima è ordinata la seconda
non ha senso se non si verifica la
seconda la comunione eucaristica dura
pochi minuti
ma quella coi fratelli mi deve seguire
fuori di chiesa ogni passo che faccio
ogni azione che compio la carità non
deve mai venir meno dopo la messa
perché questo l'impegno preciso che ho
preso davanti a dio comunicando con
cristo la condizione essenziale del
segno e la sincerità e il contenuto di
verità e possiede se la messa e
comunione con la parola di cristo non è
sufficiente
ascoltare la parola chi ascolta e non
accoglie ruota il segno della parola chi
ascolta e non accoglie svuota il segno
del suo contenuto
chi accoglie non assimila defrauda al
segno se la messa e comunione con la
persona di cristo
allora devo calarmi nei suoi sentimenti
nei suoi pensieri nei suoi gusti devo
calarmi nella mentalità di cristo
non sono io che vivo dovrei dire dopo la
messa come dice paolo è cristo che vi
venne è cristo che parla che muove che
opera che agisce se la messa e comunione
con i fratelli allora devono rompere il
guscio del mio egoismo avvicinarmi al
fratello accorgermi di lui dei suoi
diritti dei suoi bisogni delle sue pene
delle sue gioie se ho espresso di voler
far comunione confratelli
tornando a casa kimi vive vicino deve
accorgersi che qualcosa è cambiato in me
deve accorgersi che lotto contro il mio
egoismo
mi sforzo di comprendere di aiutare che
o capacità di ascolto più maggior
pazienza che so dare qualcosa agli altri
ho imparato il bisogno di amare al primo
sabato dai finiamo sempre la messa
quegli uomini dicendo la messa è finita
ma comincia adesso
ecco è proprio il trasmettere che il
segno della messa deve verificarsi nella
vita che la messa deve cominciare a
camminare come fuori della chiesa
qui radio maria abbiamo trasmesso una
catechesi di padre andrea gasparino