Scuola di preghiera di padre Andrea Gasparino – Lezione n. 83
· Suor Chiara
Trascrizione automatica
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qui radio maria trasmettiamo una
catechesi di padre andrea gasparino
prima di cominciare chiedo ancora un
pensiero a tutti voi per unirvi nella
aiutarmi
esiste un altro avvenimento sulla terra
in questo momento grande come la messa
noi in questo istante possiamo entrare
in questo avvenimento straordinario
unirci al sacrificio eucaristico che in
questo momento in qualche chiesa un
prete sta celebrando ed entrare
nell'atto redentivo di cristo perché
cristo ci aiuti a capire di più
attraverso questa trasmissione la
grandiosità della messa la grandezza di
questo dono di cristo
siamo arrivati al quarto concetto chiave
sulla messa stiamo aggirando direi la
grande montagna affondare i principi che
reggono la messa
il quarto concetto chiave lo formule re
così la messa non è solo un segno la
messa è tutto un linguaggio dei segni
quando cristo consegnò alla chiesa la
messa
i dodici né percepirono subito il
contenuto disegno segno di comunione con
cristo segno di comunione con i fratelli
infatti paolo suscita prontamente in
mezzo ai primi cristiani
il problema dell'autenticità del segno
sentite come si esprime paolo chi beve
indegnamente questo sangue deve la sua
condanna dice ma letta dei corinti
perché la cena e comunione con cristo
lui ha percepito la profondità del segno
sentito ancora quando vi radunate per la
cena del signore
se ognuno pensa a se stesso il vostro
nome o mangiare la cena del signore
appunto perché paolo l'ha avvertita la
cena del signore come la comunione coi
fratelli
quando dunque la chiesa ebbe tra le mani
questo tesoro la messa subito si
preoccupò di aggiornarlo e così si formò
lentamente la liturgia eucaristica la
chiesa impiego a due millenni per
abbellire la messa ogni secolo
lascio le sue tracce in questo lavoro
qualche volta fu la mano felice
dell'artista e qualche volta purtroppo
fu solo la mano pesante dell'artigiano
la storia della liturgia eucaristica e
piena di ombre e di luci di tentativi
ben riusciti e di tentativi meno
riusciti tutto era condizionato dal
favore religioso dell'epoca e anche
dalla profondità del pensiero teologico
dell'epoca quando imperversava il
barocco nell'architettura sacra
ci fu anche un barocchismo molto
deleterio dentro la liturgia ogni secolo
si può dire ha lasciato le sue tracce e
neppur oggi la chiesa pensa di aver
finito il suo compito di approfondimento
e di abbellimento della messa
tutto il lavoro della riforma liturgica
del concilio ha avuto questo intento ma
una cosa da rilevare l'ornamento con cui
la chiesa belli la messa fu sempre un
linguaggio disegni fu il linguaggio dei
segni
la messa perciò consegnata da cristo
alla chiesa come segno di comunione con
lui diventò lungo i secoli o intreccio
meraviglioso disegni come l'intreccio di
mille fili di un artistico ricamo
dall'inizio alla fine della messa è
tutto un susseguirsi di segni il luogo
della celebrazione è già un segno una
navata la chiesa una da burt che
converge ad un centro che il presbiterio
poi presbiterio che converge ad un
centro e l'altare due segni costituite
dal luogo ove l'assemblea si raduna la
navata e per tutti senza distinzioni di
dignità o di età per dire che siamo
tutti uguali davanti a dio e tutti uniti
tutti uniti per formare il popolo di dio
i presbiteri invece per il presbitero il
prete
l'uomo da noi delegato a rappresentarci
davanti a dio ma noi e noi siamo
ordinati all'altare cioè a cristo e
cristo l'interesse è cristo il centro
della messa poi è un segno l'altare c'è
una pietra significa che ci sarà un
sacrificio sull'altare cimato aia con
del cibo pane vino acqua segni di un
convito sacro
ci sono dei fiori c'è della luce
ci sono dei canti e della musica tutti
segni segni che la messa e festa è un
segno poi ogni gesto che il popolo kong
o che il prete compie il popolo si alza
il vangelo è un segno che la parola
proclamata non è una parola qualunque il
prete al vangelo quante volte l'avete
visto si segnala fronte le labbra il
cuore e per dire che la parola di dio ha
bisogno di una mente più
ora di una bocca pura e di un cuore puro
perché sia accolta e poi sia comunicata
il prete quante volte l'avete visto apre
le braccia prima della preghiera come
per dire che porta nelle sue mani le
speranze e alle implorazioni di tutti
dopo la consacrazione il prete allarga
le braccia come cristo in croce
in quel momento fa il memoriale il
ricordo della vittima incroci fa con la
chiesa
l'offerta della vittima divina al padre
prima della comunione tutti sono
invitate da un segno di fratellanza
commovente questo gesto liturgico quanto
bene ha fatto nelle nostre liturgie
l'intuizione di questo gesto la
rivalutazione di questo segno è stato
cosa bellissima del concilio della
riforma liturgica
dunque prima della comunione tutti sono
invitati ad un gesto di fratellanza e
subito dopo il prete spezza il pane
quello spezzare il pane è molto legato
al gesto della fratellanza perché per
dire a se il prete che dice a sé e agli
altri che sta lì la realtà della messa
spezzarsi sacrificarsi per i fratelli
dunque la messa è tutto un 3 giu disegni
ciò comporta due cose primo saperli
leggere
secondo adeguarsi interiormente ai segni
forse non sapete che ci fu un grande
teologo che quando prese piede l'idea di
trasmettere alla televisione
la messa si schierò per il no il grande
teologo paranà sapete perché runner
disse di no alla messa per televisione
per questo motivo runner
sosteneva che la messa è un linguaggio
disegni il segno se non è capito può
essere una buffonata
ora il trasmettere la messa la
televisione senza aver la possibilità di
comunicare con il tuo uditorio significa
buttare la il segno in balia della
incoscienza in balia della impossibilità
di spiegare di essere afferrato di
essere preso questa segno e questo per
laner e una profanazione della messa
dunque se la messa è un intreccio di
segni
noi dobbiamo primo saperli leggere poi
adeguarci a s se non sapete perché siete
riuniti se non capite la motivazione di
alzarmi in piedi alla parola di dio se
non capite latti la comunione col corpo
e col sangue di cristo è un giuramento
di fedeltà al padre nel sangue di cristo
è un'alleanza se non capite che
l'abbraccio di pace e impegno ad
accorgervi dal fratello a dividere le
sue pinne le sue lotte le sue gioie
allora cosa fate a messa voi siete come
un analfabeta nelle cui mani è posto il
più bel libro e al quale si dice leggi
ma come fa leggere se analfabeta non
capisce i sei l'analfabeta non può
capire se ci fossero delle fotografie
tapperebbe qualcosa ma le pagine scritte
non le può capire l'analfabeta non può
apprezzare il libro anche se un
capolavoro
perché non può comunicare con il libro
la prima condizione dunque per vivere la
messa e imparare a leggere i segni e la
seconda e adeguarsi ai segni quando so
che cosa significa un segno liturgico se
io lo compie però
devo adeguarmi a questo segno è qui che
ritornano i problemi della sincerità
interiore della rettitudine interiore
che dovrà giungere fino al punto anche
di far lasciare la messa piuttosto di
compiere una buffonata davanti a dio
prima di cominciare vorrei ricordarvi
questo ci tanto analfabetismo sulla
messa c'è in me c'è in voi ci in tanta
gente io prete finché non tremo prima di
celebrare la mia messa quindi non mi
preoccupo se posso avvicinarmi
all'altare
finché non mi interrogo sono preparato
no sono un analfabeta
vorrei chiedere a tutti voi chiediamo
attraverso questo corso sulla messa di
vincere la nostra ignoranza colossale di
cominciare ad aver paura quando si
accosta la messa cominciare almeno
interrogarci chiedo questa preghiera o
qualche malato che mi sta sentendo che
offra le sue sofferenze perché nella
chiesa tutti i preti scoprono di essere
degli analfabeti
al riguardo la sacrificio eucaristico
che sentono il bisogno di purificazione
di preparazione di una maggiore
comprensione di quello che stanno
facendo
continuiamo il discorso ultimo la messa
è un linguaggio disegni dicevamo una
messa c'è un segno che fa da perno da
centro unitivo di tutti gli altri segni
e la consacrazione il perno di un
ingranaggio è sempre un elemento
essenziale ma sovente è anche un
elemento che non appare se togliete il
perno la ruota non gira
l'ingranaggio non funziona il perno
condiziona tutto se è perfetto la
macchina ruota in modo perfetto se è
difettoso
la macchina anche più perfetta non
funziona più e se manca a rotoli tutta
la macchina sia la messa togliete la
consacrazione
togliete tutto si era messa questo segno
e trasandato tutto decade tutto
impoverito tutto è svalutato nulla più
senso nella messa dobbiamo allora capire
bene questo segno e viverlo bene abbiamo
detto la consacrazione e il segno
principale della messa perché è proprio
il segno primordiale il segno
originale il segno fondante della messa
ed è un segno uscito così dalle mani di
cristo ce l'ha dato lui questo segno
gesto per gesto parola per parola la
chiesa ha avuto sempre un rispetto così
sacro per questo segno che tutto ciò che
è nato dopo in questo rito è nato per
preparare al segno o per accompagnare il
segno della consacrazione per
centralizzare lo all'attenzione e alla
devozione del popolo
tutti segni della messa fanno capo qui
alla consacrazione
la liturgia della parola e per disporci
alla consacrazione nella preparazione
della mente e del cuore non far cosa
presentando il pane il vino all'altare e
la preparazione del cuore alla
consacrazione e la comunione che seguirà
l'atto consacratoria si può chiamare la
conclusione concreta della consacrazione
l'atto finale si potrebbe dire la chiesa
nella storia della liturgia ha sempre
circondato di grande attenzione questo
perno unitivo della liturgia eucaristica
la incastonato nel mezzo dell'atto
liturgico per chi risultasse bene la sua
centralità
il suo posto nella messa e quella del
cuore saperlo tutto nella messa poi l'ha
circondato di estrema venerazione ha
sempre voluto il silenzio in questo
punto della mensa prima della riforma
liturgica imponeva persino il silenzio
al celebrante fino al santos
egli poteva far sentire la sua voce poi
doveva compiere il rito in silenzio
sotto voce prima della riforma liturgica
la chiesa imponeva il suono dei
campanelli l'inserviente incensava
l'ostia il calice
anzi si è andati tanto al treno il culto
di questo atto centrale della messa che
nella storia della liturgia si giunse
persino alla superstizione alla
consacrazione
il prete doveva alzare tanto l'ostia
perché tutti lo potessero vedere correva
voce del popolino al tempo del medioevo
che chi avesse guardato l'ostia
consacrata avrebbe fatto una buona morte
l'autore del tempo parla di una credenza
assai diffusa secondo cui chi avesse
bevuto del veleno non sarebbe morto se
avesse guardato l'ostia al momento
dell'elevazione ci fu un tempo in cui si
reputava una grande disgrazia venendo
messa non contemplare l'ostia
secondo alcuni storici ma quello di qui
le processioni eucaristiche le
benedizioni eucaristiche perché tutti
potessero guardare l'ostia oggi la
chiesa ha sfrondato questi elementi
intorno alla consacrazione per
riportarla a come la compiuta gesù nella
cena il sacerdote dice ad alta voce ciò
che gesù disse ad alta voce
nessun campanello e nessun turibolo
disturbo più lato consacratoria però la
chiesa ha creduto bene di conservare
l'elevazione che pure era un gesto di
tinta superstiziosa perchè l'ha fatto
per accentuare bene il segno per dirci
che disegno è importante e che comporta
esigenze gravi a cui bisogna rispondere
con intelligenza e con generosità
allora passiamo al punto importante
vivere il segno della consacrazione
direi primo la consacrazione è segno di
dono cristo si fa pane della vita cioè
si fa d'oro ti mangia questo pane vivrà
in eterno il pane che io darò è la mia
carne che sarà data per il mondo perché
il mondo abbia vita il mio corpo è
veramente cibo vedete cristo si fa cibo
cioè si fa dono io sono il pane della
vita
chi viene a me non avrà più fame cristo
si fa bevanda cioè si fa dono di beve il
mio sangue alla vita eterna e io lo
risusciterò il mio sangue e vera bevanda
consacrazione secondo è segno di
annientamento cristo si immola sia
niente per l'uomo non si sa ma parole ci
ama fatte mi dice la consacrazione
questa è la grande lezione della
consacrazione cristo parla di carne data
cioè sacrificata per comunicare la lista
terzo la consacrazione è segno di
comunione cristo ci chiama affondarci
con lui dice infatti chi mangia la mia
carne e beve mia sangue dimore in me e
io di moro in lui
chi mangia di me vivrà per me dunque per
adeguarmi al segno della consacrazione
in me deve nascere questa decisione devo
farmi dono con cristo
devo ambientarmi non amare a chiacchiere
ma fatti
devo fare comunione con lui
il che significa avere i suoi sentimenti
i suoi gusti i suoi pensieri
la sua vita lui in me e io in lui c'è un
programma di vita completo aperto
davanti a me con la sconsacrazione vivo
al segno della consacrazione solo se ho
la volontà di adeguarmi al segno nel
corso del rito liturgico la chiesa me
sottolinea in vari modi come devo vivere
la conservazione essa per esempio fa
dire il celebrante all'apertura del rito
nella notte in cui fu tradito questo un
ammonimento gravi tremendo e ci ricorda
che c'è una notte che incombe su tutti
una notte di tradimento che ci attenderà
fuori della chiesa a cui dobbiamo essere
preparati annunciano la tua morte ci fa
proclamare dopo la consacrazione ma noi
non annunciamo nulla se i no non c'è la
volontà di morire all'egoismo e di
risorgere la carità dona la pienezza
dello spirito santo ci fa pregare
nella preghiera eucaristica cioè la
pienezza dell'amore e la pienezza dello
spirito santo una vita piena
ecco la decisione che dovrebbe maturare
in me dopo la consacrazione facce di noi
un sacrificio per enna the gradito dice
la preghiera eucaristica cioè devo
diventare sacrificio attraverso il mio
quotidiano con cristo in cristo per
cristo in tutte le ore della giornata
tutti minuti tutte le situazioni non è
poco
ciò che mi chiede la cosa trazione
qui radio maria abbiamo trasmesso una
cat e chiese di padre andrea gasparino