Monastero di San Giuseppe — Sorelle povere di Santa Chiara

Scuola di preghiera

Scuola di preghiera di padre Andrea Gasparino – Lezione n. 11

· Suor Chiara
Trascrizione automatica

Trascrizione automatica del video, inserita qui allo scopo di rendere più agevole la fruizione e meditazione dei passaggi più essenziali. Per il testo esatto ascoltare il video, essendo che questa trascrizione, ottenuta automaticamente dai sottotitoli di YouTube, può essere affetta da qualche inesattezza qua e là. Questa Scuola di Preghiera é disponibile da tempo su Youtube e viene riportata qui per riproporla e condividerla a chi non la conosce.

[Musica]
Qui Radio Maria trasmettiamo una
catechesi di padre Andrea Gasparino.
[Musica]
Incominciamo la nostra piccola scuola di
preghiera con l'aiuto dello Spirito
Santo. Vogliate pregare con me? Unitevi
a me, Spirito Santo, noi affidiamo a te
questo
inizio, questo nuovo inizio della nostra
piccola scuola di preghiera.
Conduci tu ogni
cosa. La mia
preparazione e la
preparazione dei cuori di tutti gli
ascoltatori. Dite con me, vieni Spirito
Santo. Spirito Santo fa che
comprendiamo che non sappiamo pregare e
che preghiamo troppo
poco e che intorno a
noi c'è troppa gente che non
prega. Anche nelle nostre famiglie non
si prega. C'è qualcuno che non prega.
Fa che impariamo a capire la preghiera e
a capire la gioia del
pregare e anche ad aver la gioia di
insegnare a qualcuno a pregare. Vieni
Spirito
Santo. Spirito Santo fa che per
noi pregare non sia un dovere, ma sia un
bisogno, sia una
gioia, sia un premio e donaci di
trasmettere questa gioia a tante
persone. Vieni Spirito
Santo. O Maria Santissima, nessuno ha
capito il bisogno della preghiera come
l'hai capito tu. Benedici la nostra
piccola scuola di preghiera e fa che
produca grandi frutti.
Chiedo a qualche ammalato che sta
ascoltando di voler offrire la sua
sofferenza per me, che io sappia
trasmettere qualcosa di valido.
Oggi voglio cominciare con un pensiero
di Madre
Teresa. Lo leggo da un libro che
lei mi ha dato
personalmente e che io conservo prezioso
come una reliquia.
Un libro che contiene gli appunti di
Madre Teresa per la regola delle sue
religiose. C'è scritto
questo: "Noi pregheremo
lavorando, ma non sostituiremo mai la
preghiera col
lavoro." Ecco qui, vedete com'era grande
la mente di Madre Teresa. La gente dice,
"Chi lavora prega."
No, può dire così solo chi ha imparato a
pregare, perché se non ci impegniamo a
imparare a
pregare non saremo mai capaci a
trasformare il lavoro in
preghiera. La gente non sa
pregare. Anche chi va in chiesa spesso
non sa pregare. Volete la prova?
Ecco la prova. La preghiera spesso non
riesce a correggere i nostri
difetti, a
sradicarli, a
snidarli. È segno che non sappiamo
pregare.
È necessario che nascano tante scuole di
preghiera.
È necessario che ogni parrocchia metta
su con semplicità la sua scuola di
preghiera e la sua scuola di Bibbia.
Perché la gente non sa
pregare. Ha scritto un grande pensatore
cristiano,
Munier. In questo mondo inerte,
indifferente,
irremovibile, la santità è ormai l'unica
politica valida.
Il mondo di oggi ha bisogno di
santi, di agitatori, di politici, di
scienziati ne ha molti, ma c'è una
tremenda scarsità di santi e i santi
nascono solo dalla
preghiera. Oggi perciò il problema che
urge di più è che nascano maestri di
preghiera, scuole di preghiera,
testimonianze valide di preghiera.
Quest'anno iniziamo a
parlare
cominciando a trattare della preghiera
di
domanda, poi passeremo alla preghiera di
pentimento, poi tratteremo della
preghiera di
ringraziamento, alla
fine parleremo della preghiera di
adorazione o preghiera del cuore.
come siamo soliti dire
noi. Allora,
cominciamo. Ho sentito una
comunità a dire
così: "Per molti anni noi non abbiamo
capito l'importanza della preghiera di
domanda. Aveva per noi il posto il posto
della Cenerentola.
La credevamo una preghiera di seconda
classe. Ci sembrava che a malapena
osasse stare accanto alla preghiera di
adorazione, di ringraziamento e di lode.
Ora ci siamo
ricreduti, abbiamo capito, ci sembra
perché Gesù ha tanto insistito sulla
preghiera di domande e di
supplica perché è una potente educazione
alla fede. Anzi, vorremmo dire che è la
porta della fede aperta a tutti, anche
ai più
impreparati. Gesù ha detto delle cose
assolutamente eccezionali sulla
preghiera di domande e di
intercessione. Tutto l'Antico Testamento
è pieno di richiami sulla preghiera di
domanda.
Certe pagine commoventissime della
Bibbia avevano l'intento di maturare
Israele ad una fiducia completa nella
preghiera.
Alcuni passi sono dei veri capol dei
veri capolavori. Forse la pagina più
bella è quella di Genesi
18:22 Abramo intercede su Sodoma, la
città
peccatrice. Ma tutto il libro dei salmi
è pieno di inviti alla preghiera
confidente. Però è Gesù che ha detto le
parole più
impressionanti sulla potenza della
preghiera di domanda.
Le promesse di Gesù sulla preghiera sono
eccezionali, uniche e così forti che a
un esame non sufficientemente profondo
paiono persino
esagerate. Inoltre non si tratta di
poche frasi sparse qua e là per il
Vangelo, no? C'è tutta una completa
teologia della preghiera di domanda e di
intercessione. C'è un tessuto completo
di
dottrina intrecciato con fatti ben
precisi che convalidano l'insegnamento
di
Gesù. Gesù si è preoccupato non solo di
dire, ma di dimostrare coi fatti la
potenza della preghiera di domanda.
Accanto alle promesse solenni di Cristo,
bisogna studiare nei Vangeli i gesti di
Cristo che dimostrano la potenza in atto
della
preghiera, come la pagina del cieco di
Gerico, del paralitico di Cafarnao, la
pagina di Cana, quella del
centurione, quella di Giairo, i lebrosi
guariti e tante altre.
Partiamo da un insegnamento molto
preciso che Gesù ripeterà in fine volte
con varie sfumature e quello contenuto
in Matteo 21:22.
Gesù dice: "Tutto quello che chiederete
con fede nella preghiera lo
otterrete." Vediamo il contesto in cui è
inserito questo passo. Si trova anche in
Marco
11:12 e il testo parallelo di Marco. Ci
è molto utile a precisare il testo di
Matteo. al termine della vita pubblica
di
Gesù e la catechesi conclusiva del
maestro a
Gerusalemme dove Cristo ci presenta la
sua dottrina globale sulla redenzione,
sulla parusia.
Il brano è inserito nel racconto del
gesto profetico di Cristo quando egli fa
seccare l'albero di fico. Perché non vi
trovò altro che foglie, dice il testo.
Il fico rappresentava Israele sterile,
punito da Dio per la sua sterilità.
Matteo dice che le parole di Cristo si
compiono
immediatamente, ma da Marco sappiamo che
valore dare a quelli
immediatamente. Gli
apostoli se ne accorgono il giorno dopo
e Pietro chiede: "Maestro, guarda, il
fico che hai maledetto si è seccato".
Gesù allora impartisce la sua
lezione sulla
fede. Testo di Marco. Gesù allora disse
loro: "Abbiate fede in Dio. In verità vi
dico, chi dicesse a questo monte:
"Levati e gettati nel mare, senza
dubitare in cuor suo, ma credendo che
quando dici avverrà, ciò gli sarà
accordato. Per questo vi dico, tutto
quello che domandate nella preghiera
abbiate fede di averlo ottenuto e vi
sarà accordato. Testo di Matteo 21:21.
rispose Gesù, "In verità vi dico, se
avrete fede e non
dubiterete, non solo potrete fare ciò
che è accaduto a questo fico, ma anche
se direte a questo monte: "Levati di lì
e gettati in mare", ciò avverrà e tutto
quello che chiederete con fede nella
preghiera lo
otterrete. Dal contesto avvertiamo che
Gesù vuole istruire gli apostoli sulle
responsabilità di Israele, ma gli
apostoli trascinano Gesù in altra
direzione. Gesù accondiscende alla loro
semplicità e
impartisce una lezione stupenda sulla
preghiera di domande. Esaminiamola con
cura.
È importante vagliare le parole, ma è
importante andare ai concetti di fondo.
Gesù dice: "Tutto quello che chiederete
con fede lo otterrete." Gesù insegna
prima di tutto che alla preghiera fatta
con fede c'è una risposta immediata di
Dio e ne dà la prova. ad una preghiera
intima di Cristo, il fico si è seccato e
si è seccato
immediatamente. Gesù insegna che la
risposta di Dio è sicura quando c'è la
preghiera piena di fede. La
puntualizzazione di Cristo la si vede
bene dal contesto. È sulla
fede e è la fede che deve accompagnare
la preghiera. È la fede la chiave della
preghiera. Chiedere con fede, insiste
Cristo, perché è proprio quello che
quasi sempre manca la nostra preghiera.
Noi a chiedere siamo capaci. Chiedere
chiediamo fin troppo, ma con troppa poca
fede e qualche volta chiediamo senza
fede. Se spediamo una lettera ci
preoccupiamo moltissimo di mettere il
francobollo e l'indirizzo. Tutti
sappiamo che cosa accade alla nostra
lettera se non mettiamo né francobollo
né indirizzo. L'indirizzo leggibile e i
francobolli sono l'elemento essenziale
perché una lettera raggiunga il
destinatario.
È lo stesso per la preghiera. È la fede
l'elemento essenziale della nostra
preghiera. Chiedere non basta. Come
scrivere la lettera non basta. Occorre
chiedere con fede. Questo è ciò che fa
l'essenza della preghiera.
Gesù ribadisce con una tale insistenza
in tutto il Vangelo sull'importanza
della fede, quasi da stancarci perché è
proprio l'elemento più difficile della
nostra preghiera su cui purtroppo con
troppa frequenza
sorvolgliamo. Per chiedere con fede non
basta dire parole, per chiedere con fede
non bastano pochi
minuti. Per chiedere con fede ci vuole
tutta una riflessione di fondo, tutta
un'atmosfera di intimità con
Dio. Per chiedere con fede ci vogliono
convinzioni profonde su Dio e sulla
nostra debolezza e sulla nostra
impotenza.
Per chiedere con fede ci vuole umiltà
profonda. Di qui comprendiamo perché
Gesù parla tanto di preghiera di
domanda, perché la preghiera di domanda,
come ce l'ha insegnò Cristo, è una
potente educazione alla fede. Suppone la
fede educa alla
fede. Tutti sanno come è nato nella
Chiesa il rinnovamento nello spirito.
Sapete che Papa Giovanni attendeva nella
Chiesa una nuova
Pentecoste e nacque il grande movimento
pentecostale?
Pochi sanno però un particolare di come
nacque nella
Chiesa il movimento carismatico
cattolico.
da un pugno di studenti
universitari, un gruppo di
studenti di Dukesn in
Pittsburg,
dell'università che si erano
radunati per la preghiera un pugno di
giovani alla
ricerca di Dio che era entrato in crisi
per un libro.
un libro che si passavano di mano in
mano prendendo la fedebre, il libro e la
storia di un giovane
pastore, David
Wilkerson, un uomo coraggioso che si
buttò in nome di Dio in mezzo ai
bassifondi della malavita di New York e
diventò l'apostolo dei ragazzi drogati.
Il titolo del libro è La croce e il
pugnale, uno dei maggiori bestseller
dell'America. Ciò che colpisce in questo
libro, è tradotto anche in italiano
questo libro, ciò che colpisce in questo
libro è come Dio portò quest'uomo avanti
in mezzo alla storia raccapricciante
della mala vita.
Tutto cominciò da un
televisore. Davide Wilkerson era un
pastore giovane, molto zelante, ma che
non aveva ancora capito l'importanza
della
preghiera. Spendeva la sera ore ed ore
intorno ai programmi televisivi con la
scusa di aggiornarsi e di sapere le cose
come tutti.
Solo che un giorno, come un fulmine a
cel sereno, pensò: "Ma non sarebbe
meglio che tutte le ore che passa
davanti al televisore le passassi
davanti a Dio in preghiera?"
decise di farlo e per essere più
radicale decise anche che non avrebbe
più tenuto il televisore, l'avrebbe
venduto perché la sua conversione alla
preghiera fosse radicale. Fece anche
questo. Da quella data la sua vita si
capovolse. Wilkerson si buttò sempre più
generosamente dietro le chiamate di Dio.
Oggi in tutta l'America egli è
conosciuto come l'apostolo dei
drogati. Dio è capace di fare qualunque
capovolgimento in un uomo quando si apre
alla
preghiera. Questo è per dire che se noi
diventiamo gente di preghiera potrà
venire una Pentecoste nella nostra vita.
Vi anticipo una cosa importante sulla
preghiera di domanda su cui ritorneremo
continuamente nelle nostre
trasmissioni. Qual è la cosa più
importante da mettere al centro della
nostra preghiera di domanda?
La cosa più importante è chiedere il
dono dello Spirito
Santo. Il testo classico di Luca 11 lo
conoscete tutti. Gesù
dice: "Chiedete e vi sarà dato. Cercate
e
troverete, bussate e vi sarà aperto,
perché chi chiede ottiene, chi cerca
trova e a chi bussa sarà aperto."
Se voi che siete cattivi sapete dare
cose buone ai vostri
figli, quanto più il Padre vostro darà
lo Spirito Santo a coloro che lo
chiedono. Che cosa succederebbe sulla
terra se un giorno tutti i cristiani si
decidessero a ubbidire a queste parole
di Cristo?
Viene da pensare che queste parole forse
non sono mai state prese sul
serio. Il destino di tutte le comunità
cambierebbe se si credesse veramente a
queste parole di Gesù e si mettessero in
pratica. La storia della mia vita
cambierebbe
radicalmente se queste parole non
cadessero nel
vuoto. Provate a chiedervi con
concretezza che cosa diventerei io se mi
impegnassi con concretezza a chiedere lo
Spirito
Santo. La prima cosa che si
verificherebbe in me forse sarebbe
questa: guarirei dalla mia
stupidità e leggerezza. Avrei la
sapienza, avrei la carità, quella famosa
carità per cui lotto da tanto tempo, ma
che si allontana sempre da me come un
miraggio nel deserto, poi avrei di
sicuro la gioia.
Paolo ha fatto un elenco incompleto dei
segni dello spirito. Come primi due ha
messo l'amore e la gioia. Poi ha
elencato sette altri segni della
presenza dello Spirito, ma tutti sono
riducibili ai primi due, amore e
gioia. Se ho l'amore, se ho la gioia,
che cosa mancherebbe ancora alla mia
vita?
Devo darmi da fare, devo buttarmi a
chiedere lo Spirito Santo, come mi
consiglia Gesù. Può lamentarsi di morire
di fame uno che ha cibo in
sovrabbondanza, portata di mano, solo
che lo
chieda. Sono 2000 anni che queste parole
di Cristo sono state scritte e
pronunciate. Pochissimi uomini le hanno
accolte, le l'hanno fatto i santi, per
questo han saputo compiere cose
sovraumane. Da quanti anni io so leggere
e scrivere?
Perché non ho letto queste parole? E se
le ho lette, perché non ho obbedito a
queste parole? Perché non chiedo lo
Spirito Santo? Ecco, ho terminato e
adesso do il compito a casa. Ogni scuola
che si rispetta deve dare il compito a
casa. Anch'io lo do. Io chiedo che tutti
gli ascoltatori della nostra piccola
scuola di preghiera si impegnino sempre
al compito a casa,
cioè ogni giorno un quarto d'ora di
preghiera, ogni giorno un quarto d'ora
col
Signore, ma non spendendo quel quarto
d'ora a far chiacchiere.
Provate a spendere quel quarto
d'ora a dire: "Padre, nel nome di Gesù
donami lo Spirito
Santo". Ecco, chiedo a tutti questo
compito a
casa. Cominciate col segno della croce,
poi vi mettete alla presenza di Dio e
poi pregate così per un quarto d'ora,
tutti i giorni. E
chi interviene con i quesiti mi dovrà
sempre dire se fa il compito a casa
oppure se è un discepolo negligente, uno
scolaro negligente che non fa i compiti.
Perché per imparare a pregare bisogna
[Musica]
pregare. Qui Radio Maria abbiamo
trasmesso una catechesi di padre Andrea
Gasparino.
[Musica]