Scuola di preghiera di padre Andrea Gasparino – Lezione n. 24
· Suor Chiara
Trascrizione automatica
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[Musica]
Qui Radio Maria trasmettiamo una
catechesi di padre Andrea Gasparino.
[Musica]
Saluto tutti e ringrazio tutti.
Ringrazio soprattutto quelli che
dalla scuola
partono
nella vita. quelli che attuano quello
che stiamo imparando sulla preghiera,
perché questo è importante. Ascoltare
non serve, fare serve. Allora ringrazio
tanto quelli che da questa scuola di
preghiera attuano una nuova preghiera.
Cominciamo invocando lo Spirito.
Chiediamo i nove frutti dello Spirito.
Dite con me. Padre, nel nome di Gesù,
donaci l'amore dello Spirito Santo.
Padre, nel nome di Gesù, donaci la gioia
dello Spirito Santo.
Padre, nel nome di Gesù, donaci la pace
dello Spirito Santo.
Padre, nel nome di Gesù, donaci la
pazienza dello Spirito Santo.
Padre, nel nome di Gesù, donaci la
tenerezza dello Spirito Santo.
Padre, nel nome di Gesù, donaci l'umiltà
dello Spirito Santo.
Padre, nel nome di Gesù, donaci la
fedeltà dello Spirito Santo.
Padre, nel nome di Gesù, donaci la
mitezza dello Spirito Santo.
Padre, nel nome di Gesù donaci il
dominio di noi stessi.
Spirito Santo, manifestati con potenza
nella mia debolezza.
Spirito Santo, ogni parola, ogni
pensiero
che voglio esprimere sia tutto e solo
alla tua gloria. Invochiamo anche
l'aiuto della Madonna. Maria Santissima,
sei tu la grande maestra della preghiera
di ringraziamento,
il tuo Magnificat
e la tua grande catechesi sulla
preghiera di ringraziamento
è il primo frutto dell'annunciazione,
la tua prima risposta
vivace e profonda alla grazia
dell'incarnazione.
Maria Santissima,
tu hai addestrato, come faceva ogni
mamma ebrea,
hai addestrato il piccolo Gesù alla
preghiera di ringraziamento.
Aiutaci a capire l'importanza del
ringraziare.
Aiutaci a capire
la preghiera di ringraziamento come
palestra per coltivare la fede.
Insegnaci anche il bisogno di
ringraziare per quelli che non lo fanno
mai.
Se c'è qualche ammalato,
soprattutto qualche giovane ammalato, io
chiedo che abbia la bontà di offrire la
sua sofferenza per questa scuola di
preghiera.
Se c'è qualche mamma con qualche grande
sofferenza, qualche papà con qualche
grande croce,
voglio offrire la sua sofferenza perché
tanti giov tanti giovani arrivino alla
preghiera di ringraziamento.
Ecco, sono contento di iniziare
nella gioia pasquale il nostro nuovo
passo sulla preghiera,
la preghiera di ringraziamento,
perché ringraziare
è il volto gioioso della preghiera.
Naturalmente
iniziamo partendo sempre dalla parola di
Gesù,
da una pagina di Vangelo che tutti
conoscete,
il racconto dei 10 lebrosi.
Ecco come dice Luca.
Luca capitolo 17 versetto 11.
Durante il viaggio verso Gerusalemme,
Gesù attraversò la Samaria e la Galilea.
Entrando in un villaggio gli vennero
incontro 10 lebrosi, i quali, fermatisi
a distanza, alzarono la voce dicendo:
"Gesù,
maestro, abbi pietà di noi".
Appena li vide, Gesù disse: "Andate a
presentarvi ai sacerdoti".
E mentre essi andavano, furono sanati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò
indietro lodando Dio a gran voce e si
gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo.
Era un samaritano,
ma Gesù osservò: "Non sono stati guariti
tutti e 10? E gli altri nove? Dove sono?
Non si è trovato chi tornasse a render
gloria a Dio all'infu straniero
e gli disse: "Alzati e va, la tua fede
ti ha salvato".
Ecco, io vorrei dedicare questa
trasmissione
tutta a una testimonianza
impressionante
dei campi di concentramento nazisti.
Ricordo
che vi ho già parlato
in altre trasmissioni
di due ragazze olandesi
Corri Tenbun e Bezzi Tenbun.
Forse avete visto il film che narra la
vicenda di queste due coraggiose
ragazze,
porta il titolo Il nascondiglio.
Se trovate la videocassetta di questo
film è proprio un film da vedere. È una
storia commoventissima
che vi farà un bene immenso.
Dunque, Bezzi
trovò la morte nel più terribile la
femminile,
il lager di Ravensbrook,
dove erano ammassate 35.000 deportate
ne morivano 500 al giorno.
Corri invece sopravvisse
e raccontò in un libro, appunto, Il
nascondiglio,
le vicende della sua prigionia.
Il sostegno di queste due eroiche
ragazze nel campo di sterminio
fu una sola cosa, fu la parola di Dio. E
con la parola di Dio fu la preghiera
e nella preghiera fu soprattutto il
ringraziamento che le salvò.
Ecco, questa testimonianza terrificante
è per dire a tutti, a me prima di tutto,
urge imparare la preghiera di
ringraziamento
perché Gesù lo esige.
Gesù si meraviglia che su 10 uno solo ha
ringraziato.
E gli altri nove dove sono?
Insomma, è un rimprovero
energico di Gesù
all'indifferenza,
alla poca gratitudine.
Urge imparare la preghiera di
ringraziamento
perché una grande educazione alla fede.
Urge imparare la preghiera di
ringraziamento
perché sulla terra c'è troppa gente che
non dice mai grazie a Dio dei doni che
ricevi.
E ognuno di noi ha questo peccato sulla
coscienza. Di troppe cose noi non
abbiamo mai ringraziato Dio
e se non ci fermiamo forse non lo
ringrazieremo mai.
Anche noi abbiamo sulla coscienza il
peccato dellaingratitudine.
Allora, veniamo alla testimonianza.
Tutto iniziò con l'invasione dell'Olanda
nel maggio 1940.
La famiglia Tenbun,
un giorno famiglia patriarcale,
era solo più costituita dal vecchio
padre e dalle sorelle Bezzi e Corri.
era una delle famiglie protestanti dove
la vita di carità era tutto.
Il papà, vecchio orologiaio,
da quando si erano fatti tanti posti
vuoti intorno alla tavola della cucina,
aveva sempre cercato di riempire quei
posti con bambini poveri ed erelitti.
Col suo modesto lavoro egli ne
manteneva, calzava e vestiva una decina.
Quando la Germania inizia la caccia
all'ebreo, la famiglia Tenun si vota
completamente
ai perseguitati ebrei.
Giungono ad avere in quelle strette
camere fino a nove rifugiati
che mantengono, difendono, aiutano col
rischio della vita.
Ma un giorno un traditore
vende la famiglia Tenum. Sono tutti
arrestati.
È il 28 febbraio 1944,
quando con altri olandesi
sono issati dai tedeschi sopra un
autocarro
che li porta in prigione, un ufficiale
grida al papà ottantenne:
"Vecchio, potrai morire nel tuo letto se
mi dai parola che di saperti comportare
bene". Il vecchio padre rispose con
prontezza:
"No, se mi lasciate in libertà,
continuerò ad aprire la porta di casa
mia a chiunque bussa e a chiunque ha
bisogno di me."
E il vecchio morì in prigionia.
Le due ragazze, Bezzi e Corri
sono deportate in Germania,
prima al campo di sterminio di
Schevenningen,
poi sono destinate a Ramensbrook,
il più terribile la femminile costruito
dai nazisti.
Il viaggio
avviene su di un carro bestiame.
Il loro vagone poteva contenere da 30 a
40 persone,
ne furono pigiate 80.
Il Calvario durò 4 giorni e quattro
notti.
Non era possibile sedere sul pavimento
se non a turno.
Bezzi, debolissima,
sopravvisse per un miracolo.
La puzza, la fame, ma soprattutto la
sete furono terribili.
Alla fine il convoglio della morte
arrivò al campo di stermimio,
Ravensbrook.
Le nuove arrivate furono ammassate sotto
una enorme tenda,
aperta ai lati,
dove c'era della paglia fetida
brulicante di pidochi.
Pioveva
in quel fango all'aperto attesero due
giorni e due notti.
prima di essere assegnate alla loro
baracca. Faceva freddo.
Trema al pensiero della terza notte nel
fango
quando suona il segnale dell'appello.
Sono avviate a gruppi di 50 in un locale
per l'ispezione medica.
Con spavento, Corri si accorge che il
vero calvario deve ancora cominciare.
Tutto ciò che portano addosso deve
essere consegnato alle sentinelle.
Poi, procedendo più avanti, ognuna deve
mettersi nuda, deporre i vestiti in
un'ostanzione
e passare sotto la doccia fredda. Di là
viene consegnato a ognuno
un sottile vestito di prigioniera e un
paio di scarpe.
Corri e Bezzi hanno un pensiero solo.
Come salveranno la loro Bibbia
e la loro unica ricchezza.
[Musica]
Per tutta la prigionia era stata la loro
forza fino lì e la forza delle loro
compagne di sventura.
Corri la portava in una sacca legata
sulla schiena perché fosse più
facilmente occultata.
Corri scrive,
pregai così il Signore.
Signore, tu ci hai dato questo libro
prezioso. L'hai tenuto nascosto a tanti
controlli e a tante ispezioni.
L'hai usato per salvare tante
prigioniere dalla disperazione.
Salvala ancora questa volta.
La Bibbia potè trovare un nascondiglio
sotto delle vecchie panche e si salvò.
Quando furono consegnate le casacche da
prigioniere,
Corri se la infilò di nuovo dietro la
schiena.
Credeva
che fosse tutto finito, invece
l'aspettavano altre due ispezioni.
Ogni donna passava davanti a un soldato
che la ispezionava lungo tutta la
persona.
Misteriosamente fu ispezionata Bezzi con
una che era davanti a lei e la donna che
veniva dietro a lei, ma lei fu salvata.
Ci avevano spogliate di tutto, dice
Corri, ma noi ci sentivamo molto ricche,
avevamo salvato la Bibbia.
Corri scrive: "Dal mattino fino a quando
spegnevano le luci,
quando non eravamo in fila per gli
appelli, la nostra Bibbia era il centro
di un cerchio che si ingrandiva sempre
di più per dare a tutti aiuto e
speranza."
Noi eravamo come dei naufraghi intorno a
un fuoco e scaldavamo il cuore con la
parola di Dio.
Qualche volta io tiravo fuori la Bibbia
dal suo piccolo sacco e le mani mi
tremavano. Tanto era grande il mistero
di quel libro.
Le sue parole mi sembravano nuove, come
se fossero state scritte da poco.
Ho sempre creduto alla parola di Dio, ma
la fede di allora non aveva confronti
con la fede di prima o di adesso.
La destinazione alla baracca 28 fu un
inferno maggiore.
Solo la fede e la preghiera
sosteneva corri e bezzi.
Le finestre della baracca 28 erano
coperte di stracci.
La paglia marcia mandava una puzza
orribile.
Era una baracca enorme, capace di 400
persone,
ma ne furono ammassate 1400 donne.
I letti erano costituiti da sporchi
tavolati a tre piani.
Un piano era così basso rispetto
all'altro che non si poteva star seduti.
Bisognava infilarsi strisciando.
Ogni tavolato era per quattro persone,
ma erano alloggiate nove deportate.
Per tutta quella massa di gente c'erano
otto gabinetti allo scoperto.
Di notte bisognava passare sopra i corpi
delle altre, strisciando per raggiungere
il gabinetto.
Appena messo a piede là in
quell'inferno,
Corbispigliò a Bezzi.
È tutto un vortice di pulci.
Là le pulci divoravano letteralmente le
persone.
Ma Bezzi non sentiva perché Bezzi
pregava. Diceva sottovoce così:
"Signore, Signore,
mostraci, mostraci come dobbiamo fare
per resistere."
"Corri" alla fine disse Bezzi, "Lui ci
ha dato già la risposta.
ce l'aveva data prima che chiedessimo,
come sempre, e nella pagina della Bibbia
che abbiamo letto stamattina, tira fuori
la Bibbia e rileggi. Corri e racconta.
Guardai che nessuna sentinella vedesse,
poi tirai fuori la Bibbia dalla
sacchetta.
era segnata alla prima lettera ai
Tessalonicesi.
C'era scritto: "Confortate chi ha paura,
aiutate il debole,
siate pazienti con tutti, guardate che
nessuno di voi ripaghi il male col male,
ma cercate sempre di fare il bene
vicendevolmente".
Sembrava scritto, dice Corri per il
campo di Starmigno di Ravensbrook.
Ma Bezzi diceva va avanti, c'è altro
ancora.
E io continuai dice corri.
C'era scritto: "Siate lieti sempre,
pregate incessantemente,
ringraziate in ogni circostanza.
Perché questa è la volontà di Dio in
Cristo Gesù.
Ecco, disse Bezzi, ringraziare in ogni
circostanza.
Questo è quello che possiamo fare. Noi
possiamo cominciare subito a ringraziare
per ogni singola cosa della nostra nuova
baracca, la baracca 28.
E le due ragazze trasformano questa
povera baracca
che era un inferno
in un luogo sereno, in un luogo abitato
da Dio.
[Musica]
Dunque le due ragazze
[Musica]
erano davanti a quella pagina
commovente,
quella pagina della lettera ai
tessalonicesi.
Siate sempre lieti, pregate
incessantemente,
ringraziate in ogni circostanza,
perché questa è la volontà di Dio in
Cristo Gesù.
Dicevamo, Bezzi
osservò, ringraziare in ogni
circostanza. Dunque, questo è quello che
possiamo fare. Io la guardai racconta
Corry. Poi guardai intorno allo
stanzone, buio e soffocante, come chiesi
io.
Ringraziamo prima di tutto che siamo
messe insieme e non siamo divise.
Mi morsicai le labbra
e dissi, oh sì, Signore Gesù, ti
ringrazio che siamo insieme noi due
sorelle.
Poi continuò Bezzi, ringrazia di quello
che tieni in mano.
Io guardai la mia Bibbia. Sì, grazie
Signore.
Non c'è stata nessuna ispezione prima di
entrare qui dentro.
Grazie per tutte le donne che qui in
questa baracca incontreranno te
attraverso queste pagine della parola di
Dio.
Sì, aggiunse Bezzi, ti ringrazio Signore
per l'affollamento soffocante che c'è
qui.
così una sull'altra
che molte di più così potranno sentire
la parola di Dio quando la leggeranno.
Quando la leggeremo?
Poi mi guardò aspettando. Corri, non
ringrazi?
Sì, Signore, grazie per l'affolamento
orribile che toglie il fiato.
Grazie, continuò Bezzi con serenità.
Grazie anche per le pulci che ci
mangiano vive.
Le pulci. Questo era troppo.
Bezzi, nemmeno Dio può farmi ringraziare
per le pulci,
disse la sorella.
Ringraziate in ogni circostanza è
scritto disse Bezzi. Non è detto nelle
circostanze piacevoli, le pulci sono una
parte del luogo che Dio ha preparato per
noi.
E così racconta Corrit Tenbun tra le
sbarre tra le sbarre delle brande.
Quella sera ringraziamo per le pulci, ma
questa volta io ero sicura che Bezzi
sbagliava.
La notte era un tormento in
quell'inferno,
urti, schiaffi, litigi.
Nel buio sentì bezzi.
Signore Gesù disse forte, manda la tua
pace in questo luogo
qui c'è stata troppa poca preghiera,
anche i muri lo sanno.
Ma quando tu arrivi, o Signore, lo
spirito di divisione, di odio se ne va.
Il cambiamento avvenne a poco a poco, ma
avvenne. Una dopo l'altra le grida
piene di odio si spensero.
Io sono stato abbastanza qui al centro
del letto. Ora vieni tu che hai preso il
freddo della finestra. Qui fa più caldo.
Disse una donna ad un'altra. E dopo un
po' un'altra disse qualcosa di
scherzoso, si rise persino
con la schiena sulla paglia fetida. Io
capì che c'era un'altra cosa per cui
potevo ringraziare,
che Bezzi era arrivata qui nella baracca
numero 28.
A una visita medica Bezzi fu assegnata
ad un gruppo che lavorava a rammendare
calze.
Corri, invece,
fu inviata ai lavori pesanti.
Il vitto era una brodaglia e una patata
al giorno.
Una sera corri tornando incontro a Bezzi
tutta felice. "Perché sei contenta?" le
chiede
perché oggi ho scoperto il motivo per
cui siamo tanto libere noi delle calze
che possiamo leggere la Bibbia quasi in
continuazione e nessuno viene a
controllare. Sai perché?
Perché le sentinelle hanno paura delle
nostre pulci.
Non entrano per i controlli perché non
vogliono caricarsi di pulci. Hai capito
ora che dovevamo anche ringraziare Dio
per le pulci?
Bezzi morì al campo di Starminio.
La portarono nuda nel mucchio dei
cadaveri che ogni giorno gli autocarri
caricavano e portavano via.
Ma Dio volle che Corri la potesse vedere
ancora. Il suo volto era trasfigurato
come quello di un angelo.
Aveva sofferto tanto, povera Bezzi,
ma aveva cambiato con la sua presenza,
col suo amore, con la sua preghiera
tutto il clima della baracca 28.
Un giorno era stata fustigata con lo
scudiscio da una carceriera perché non
riusciva stare in piedi. Cor si
precipitò a difenderla e guardava piena
di rabba di rabbia
la careriera. Ma Bezzi le disse: "Corri,
non guardare a me, guarda a Gesù."
Davanti alla crudeltà delle carceriere
tedesche,
quando fischiava lo scudiscio di cuoio,
Bezzi diceva: "Accorri,
cosa faremo per questa povera gente
quando tutto sarà finito?"
Non parlava dei prigionieri, parlava dei
carcerieri.
Faremo una grande casa per loro, per
servirli e per amarli.
prega tutti i giorni per questo e per
dimostrare loro che l'amore è più grande
dell'odio.
Poi man mano che il suo fisico si
indeboliva,
il suo sogno si arricchiva sempre di
più.
Corri,
la casa sarà bella con grandi finestre,
giardini, fiori, tanti fiori, Dio l'ha
già preparata.
E il sogno si avverò.
Finita la guerra, una famiglia
benestante di Olanda mise a disposizione
di Corry Tenbun
castello meraviglioso
per creare l'opera per i profughi
tedeschi, i loro persecutori
dei campi di starminio.
Questa storia, che è storia
contemporanea,
è la dimostrazione dell'onnipotenza
della preghiera.
dell'onnipotenza della parola di Dio.
Se la preghiera è capace di fare questi
miracoli,
dobbiamo dire che il dono più grande che
Cristo ci ha fatto è stato quello di
insegnarci a pregare.
Lascio come conclusione
il grande richiamo di San Paolo della
lettera ai Tessalonicesi.
Siate sempre lieti,
pregate incessantemente,
ringraziate in ogni circostanza,
perché questa è la volontà di Dio in
Cristo Gesù.
Ecco,
ho terminato.
Voglio raccomandare a tutti,
guardatevi dalla preghiera parolaia,
abituatevi alla preghiera di ascolto.
Anche nella preghiera di ringraziamento
fate molto ascolto.
È un frutto dell'ascolto la preghiera di
ringraziamento.
[Musica]
Per chi ha buona volontà, raccomando
ogni giorno mezz'ora al mattino di
silenzio davanti a Dio, mezz'ora alla
sera di silenzio davanti a Dio. Non dite
che non avete tempo, si trova tempo per
tutto. Si deve trovare tempo per dare
mezz'ora a Dio.
E questa mezz'ora non lasciatela
senza organizzarla.
[Musica]
Dovete organizzarla minutamente per
farla rendere.
Di questa mezz'ora 10 minuti dedicatelo
allo Spirito Santo.
Sfogate il cuore con lo Spirito Santo.
Imploratelo di addestrarvi alla
preghiera, di farmi amare la preghiera,
di farvi sentire la gioia della
preghiera.
Poi 10 minuti per ascoltare Gesù.
Allora, prendete il Vangelo del giorno
oppure
un Vangelo che leggete a brani staccati
a tappeto
e ascoltate Gesù.
[Musica]
È la prima volta e andate a cercare
qualche parola da ritenere in mente
tutta la giornata e poi 10 minuti
passatelo col Padre. Immergetevi
nell'amore del Padre.
Sforzatevi di essere presenti all'Eterno
presente, al Padre.
Se vi è pesante questo esercizio di
stare alla presenza di Dio,
prendete il Padre nostro e impiegate 10
minuti ad recitare il Padre nostro.
Ecco, si cura così la preghiera
parolaia, si impara così a pregare.
Siate costanti.
[Musica]
Qui Radio Maria abbiamo trasmesso una
catechesi di padre Andrea Gasparino. No.