Scuola di preghiera di padre Andrea Gasparino – Lezione n. 98
· Suor Chiara
Trascrizione automatica
Trascrizione automatica del video, inserita qui allo scopo di rendere più agevole la fruizione e meditazione dei passaggi più essenziali. Per il testo esatto ascoltare il video, essendo che questa trascrizione, ottenuta automaticamente dai sottotitoli di YouTube, può essere affetta da qualche inesattezza qua e là. Questa Scuola di Preghiera é disponibile da tempo su Youtube e viene riportata qui per riproporla e condividerla a chi non la conosce.
Qui Radio Maria trasmettiamo una
catechesi di padre Andrea Gasparino.
Invochiamo lo
Spirito. Spirito Santo, tu sai quanto
abbiamo bisogno di
luce parlando, pensando
all'Eucaristia. Vieni in nostro
soccorso.
Preghiamo. Spirito Spirito
Santo, tu
sai che
l'Eucaristia è una responsabilità
straordinaria.
che Gesù ha messo nelle nostre
mani, ma noi siamo tanto
incoscienti. Preghiamo.
Spirito Santo, perdona la nostra
superficialità nel capire e nel
rispondere all'Eucaristia.
Preghiamo.
Spirito Santo,
aiutaci a capire e a rispondere.
Preghiamo.
O Maria, nessuna
creatura ha capito
l'Eucarestia come l'hai capita
tu. Donaci la grazia questa mattina.
intercedi per noi questa mattina perché
facciamo un passo avanti verso
l'Eucaristia.
intercedi per
noi. Siamo alla quinta
lezione sul mistero
eucaristico. Iniziamo questa lezione da
queste parole di Luca
22. Parole di Gesù.
Ho desiderato
ardentemente di mangiare questa Pasqua
con
voi prima della mia
passione. Queste parole Gesù le ha
dette quando stava per dare
l'Eucaristia.
Ho desiderato
ardentemente di mangiare questa Pasqua
con voi prima della mia passione. Notate
quel
ardentemente. Perché il dono
dell'eucaristia è stato un grande sogno
di
Gesù. Quanto avrà pensato Gesù a questo
dono prima di darcelo?
Provate a pensare quando Gesù fece la
moltiplicazione dei pani, forse due
volte, forse tre volte davanti a quella
folla
immensa,
sfamata da quei pani, di sicuro Gesù ha
pensato: "Tra poco arriverà l'Eucaristia
e sarà un miracolo così."
Gesù ha voluto che questo dono
nascesse nella notte più perfida della
storia umana, la notte del tradimento,
la notte di
Giuda. E Giovanni commenta: "Avendo
amato i suoi, li amò fino alla fine.
ci
l'eucarestia. Gesù però ha accettato il
rischio della nostra
indifferenza, della nostra incoscienza.
Voi lo sapete, verso
l'Eucaristia noi spesso ci
comportiamo come se non
credimo e
conviviamo con il nostro
indifferentismo come se fosse una cosa
da
niente. Basta guardare quando voi fate
la
genuflessione. Basta guardare quando voi
fate la
comunione. Tanti di noi si comportano
come se
se non ci credessero all'Eucaristia.
È concepibile una
genuflessione che sembra uno sgambetto,
un disprezzo a
Gesù. La genuflessione dovrebbe essere
il cuore che si inginocchia.
Ma se
credimo faremmo le genuflessioni come
momenti di fuoco e invece niente, come
fosse
niente. Notate bene che l'eucarestia è
un dono che supera tutti i
doni. Sentite come parlava il santo
dell'Eucaristia, San Giuliano e Mare, un
uomo che ha dato la vita all'Eucaristia.
San Giuliano Mare scrive così:
"L'Eestia è
l'amore che l'ha
istituito.
L'Eucarestia è l'amore che si
dona, è l'amore che si perpetua".
Adesso sentite come si esprime il più
grande teologo della
Chiesa, San Tommaso d'Aquino, dice:
"L'Eestia è il più grande atto di amore
compiuto da Cristo per
noi e non fa mai nessuna
esagerazione San Tommaso d'Aquino. Lui
misura le parole col
milligrammo. L'Eucarestia, il più grande
atto di amore che Cristo ha compiuto per
noi. Adesso sentite come parla la
Chiesa. Queste parole che vi leggo
adesso le ha scritte il Papa
nell'enciclica Redemptoris Redemptor
ominis. Come la chiesa balbetta quando
deve parlare dell'eucaristia. Sentite
cosa ha scritto la
Chiesa vive
dell'Eucaristia ed è
incapace di afferrare e di tradurre in
parole ciò che l'Eucarestia è in tutta
la sua pienezza. La Chiesa non è capace
a spiegare
l'Eucaristia, è incapace ad afferrare e
tradurre in parole ciò che essa esprime,
ciò che l'Eucarestia esprime e ciò che
in essa si
attua. La Chiesa balbetta quando parla
dell'Eucarestia, tanto l'Eucarestia la
supera.
E quando Gesù si staccò per sempre dagli
apostoli, voi sapete che disse queste
parole: "Io sarò con voi per sempre fino
alla fine dei tempi".
Certo è da intendere la sua presenza di
risorto accanto a noi, attraverso lo
Spirito Santo, operante nella Chiesa,
operante in noi, ma nella mente di Gesù
c'era certamente un posto per la
presenza
dell'Eucaristia. Gesù sempre con noi,
giorno e notte, ma basterebbe questo,
farci impazzire.
Gesù sempre con noi giorno e notte a
nostra piena disposizione. Voi lo potete
trovare quando volete, basta che
entriate in una
chiesa sempre
disponibile e sempre pronto a scendere
in comunione col singolo, non con tutti,
col
singolo. stamattina quando riceverete la
comunione, lui che viene col singolo,
proprio con me, con
me. Quando capiremo la pazzia
dell'eucaristia, guardate che non basta,
sapete, la fede
eucaristica. Io voglio arrivare alla
tenerezza eucaristica. La tenerezza
eucaristica a piangere di gioia.
davanti all'eucaristia bisogna arrivare
lì. Lo stupore
dell'Eucaristia è un dono dello Spirito
che deve essere sempre vivo in
noi. Se sulla Terra non c'è un dono più
grande di
questo, dobbiamo assolutamente arrivare
a capire, a capire a capire
l'Eucarestia.
Per questo lasciatemi dire che se non
prendiamo sul serio l'atto penitenziale
prima
dell'Eucaristia, noi siamo veramente
degli
incoscienti. Allora torniamo ancora a
dire qualche cosa sull'atto
penitenziale. Noi purtroppo ci siamo
abituati a dare nessuna importanza
all'atto penitenziale. Se io dicessi
alzi un po' la mano chi stamattina ha
preparato l'atto
penitenziale, ho paura che le mani
alzate sarebbero molto
pochi. Siamo
abituati a disprezzare l'atto
penitenziale, a non prendere sul serio
l'atto
penitenziale. E l'atto penitenziale è il
portale che noi dobbiamo attraversare
per entrare nell'Eucaristia.
Purtroppo ci siamo abituati a dare
nessuna importanza o poca importanza
all'atto penitenziale che apre la
messa e quindi non c'è da meravigliarsi
che il cuore è gelido verso
l'Eucaristia.
L'atto penitenziale deve funzionare,
ricordatevelo
bene. Non può essere una semplice
formalità l'atto penitenziale deve
essere assolutamente
efficiente perché è il grande portale
che ci introduce
l'Eucaristia. Se non passiamo di lì non
entriamo nel cuore dell'Eucaristia.
Ecco alcune verità importanti sull'atto
penitenziale. Noi possiamo chiedere
perdono a
Dio senza volere nessun
cambiamento. Voi stamattina potete
chiedere
perdono a Dio e non aver nessuna
intenzione di cambiare
niente. Noi possiamo giocare al
pentimento, farne una
formalità, ma il pentimento è renderci
veri davanti a
Dio. Il pentimento deve portare alla
consapevolezza del latto del lato oscuro
che c'è dentro di
noi. Perché la conversione è questo, è
mettere in luce il lato
scuro, mettere in luce tutto il buio che
c'è dentro di
noi. Se non arriviamo lì, il pentimento
non serve a niente. L'atto penitenziale
è
fasullo. Se non varchiamo il portale che
ci introduce al sacrificio eucaristico,
l'eucarestia non giova a nulla.
Ora il
pentimento deve colpire al cuore ogni
disordine che c'è dentro di
noi. Non so se avete sentito
parlare di un grande psicologo che ha
studiato proprio il fenomeno
dell'eucaristia.
È bello quando uno psicologo di fama
mondiale parla
sull'eucarestia. Il suo nome è Carlo
Jung. che scrisse un libro intitolato
Psicologia e
religione. Dunque, Carlo
Jung scrive che certi atti religiosi
hanno su di noi un'importanza
grandissima e nel libro Psicologia e
religione afferma che è grande
l'incidenza dell'Eucarestia su di noi se
noi la capiamo. Peccato che Carlo Jung
scrisse questo libro prima del concilio.
L'avesse scritto dopo il concilio,
chissà cosa avrebbe detto. Dunque,
sentite cosa scrive Carlo Jung,
psicologo
sulla è la più alta
divinità. Scusate, l'Eucarestia è la più
alta attività religiosa comunitaria.
la più alta attività religiosa
comunitaria, attraverso la quale
possiamo
diventare esseri umani integri e
completi. L'Eestia ti fa diventare vero
uomo, vera donna.
dice questo psicologo, se la capiamo, se
capiamo l'Eucaristia, tu diventi vero
uomo, vera donna, dice questo
psicologo, la più alta attività
religiosa
comunitaria attraverso la quale possiamo
diventare esseri umani integri e
completi. Ora, l'atto liturgico più
specifico per aiutare a diventare esseri
umani integri e completi è proprio
l'atto penitenziale. È questo l'atto
liturgico
specifico. Allora, se permettete,
parliamo ancora una volta di una cosa
che abbiamo già
detto. Vi ricordate che abbiamo parlato
del peccato fondamentale?
Io devo conoscere il mio peccato
fondamentale, perché la trappola dentro
cui
cado quando
non vigilo su di me, in ognuno di noi
grava il suo peccato
fondamentale e determina un'infinità di
cose. Il peccato fondamentale condiziona
i pensieri, condiziona i nostri
desideri, condiziona le nostre scelte e
ci segue come l'ombra.
E qualcuno di voi non ha ancora scoperto
l'atto fondamentale, io temo, il peccato
fondamentale. Il nostro peccato
fondamentale ci segue come l'ombra e non
ci abbandona mai.
È il nostro sbarramento nel cammino
verso Dio, l'atto il peccato
fondamentale. E chi non l'ha trovato
deve darsi da fare e trovarlo e averlo
sempre chiaro davanti perché ne ha
bisogno per la sua
eucaristia. Adesso io provo a farvi un
elenco dei peccati
fondamentali. Ve ne elenco 10.
Voi provate a vedere in questi 10 qual è
il vostro peccato fondamentale. Lo
faccio per chi non l'ha ancora scoperto.
Io spero che tante di voi l'hanno già
scoperto il loro peccato fondamentale.
Allora, sentite 10 peccati
fondamentali. In questo elenco c'è di
sicuro il vostro.
Se aprite gli occhi, se siete
sinceri, vi elenco i 10 peccati
fondamentali più
frequenti.
Egoismo,
orgoglio,
violenza, schiavitù della
gola,
sensualità,
pigrizia, falsità.
calcolo,
avarizia,
gelosia, sono 10. In questi 10 c'è il
vostro peccato
fondamentale. Ricordatevi che il peccato
fondamentale si può manifestare sotto
varie forme perché è come un camaleonte.
Sapete che il camaleonte
cambia
cambia la pelle con
facilità, è come un camaleonte, ma se
osservate bene è riconducibile a una
sola e poche
radice. E potrebbe succedere questo che
dopo questi 10 peccati fondamentali
qualcuno di voi dice "Ma io non ne ho
uno solo, io ne ho due".
Allora io per fargli coraggio gli dico,
"Io ne ho scoperti
tre. Io ne ho scoperti tre peccati
fondamentali e mi
succede che devo ragionare così:
trappola numero uno, trappola numero du,
trappola numero tre. Quando scampo dalla
trappola numero uno, mi accorgo che son
caduto nella trappola numero due e
quando sfuggo dalla trappola numero due
son già caduto nella trappola numero
3. Ma non mi scoraggio perché ho
l'eucarestia. L'eucarestia è per questo
uscir fuori dal peccato
fondamentale. Il peccato fondamentale è
un serpente che vi morde a tradimento
appena siete poco
vigilanti. Ma quando il peccato
fondamentale l'avete studiato bene e lo
tenete
d'occhio e ogni eucarestia dovete farlo
se fate l'atto
penitenziale. A ogni adorazione bisogna
tenerlo d'occhio. L'adorazione per
questo, per guarire dal vostro peccato
fondamentale. Se voi a ogni eucaristia
lo tenete d'occhio, voi lo dominate il
peccato fondamentale. E se invece
dormite sul peccato fondamentale, vi
succede che lui imperversa, che lui
cresce, che lui prolifica.
Finché lo
sottoponete al Signore, a ogni
eucarestia, il peccato fondamentale non
cresce
più, non nidifica più in modo
preoccupante. Il peccato fondamentale
cresce se io non lotto, se io non
vigilo. E come si combatte? Ma la lotta
al peccato
fondamentale si deve combattere con
costanza.
È come salire la montagna. Voi non
potete salire la montagna correndo, no?
Voi salite la montagna passo dopo passo,
passo dopo passo e voi riuscite a
arrivare alla punta della montagna.
Se ad ogni Eucarestia l'atto
penitenziale voi vi abituate a
presentare a Dio il vostro peccato
fondamentale proponendovi uno sforzo
preciso. Abbiamo parlato l'altra volta
del punto di conversione, fissare il
punto di
conversione. Voi mettete sotto
controllo, sotto il controllo dello
Spirito Santo, la vostra debolezza e il
peccato fondamentale sta lì e non cresce
più.
Ecco. E
allora voi sapete che l'atto
penitenziale si conclude con la
soluzione del sacerdote. La liturgia
chiama quella preghiera che io dico su
di voi stendendo le mani dopo che avete
fatto l'atto penitenziale la chiama
proprio assoluzione del sacerdote.
Assoluzione. Quindi bisogna capire bene
quel gesto che fa il sacerdote dopo
l'atto
penitenziale. Noi, per dare più
espressione a questo rito, noi
pronunciamo la soluzione stendendo le
mani. Qualche sacerdote non lo fa perché
è libero di non farlo. A me piace farlo,
stendere ben le mani e dirlo bene:
"Adesso stendo le mani e chiedo perdono
per voi."
E la liturgia lo chiama assoluzione del
sacerdote. Che cosa vuol dire questo
stendere le mani su di voi? Quando il
sacerdote, lo sapete, vi confessa, deve
stendere le mani su di voi prima di
darvi il perdono, prima di darvi la
soluzione. E allora noi alla
liturgia il celebrante stende le mani su
di voi e voi chinate il capo. Stendere
le mani che significato ha? È un rito
biblico antichissimo, significa
trasmettere la potenza di Dio, la grazia
di Dio, la potenza dello Spirito Santo.
Gli Israeliti stendevano le mani sui
Leviti per consacrarli.
Mosè su Giosuè stendeva le mani per per
trasferire in lui il potere di
Dio. E il rito ebraico passò alla Chiesa
di tutti i
tempi. Ad
Antiochia i fedeli imponevano le mani a
Barnaba e Saulo prima della
missione. Paolo parla dell'imposizione
delle mani a
Timoteo
consegnandogli la comunità cristiana.
Gli apostoli imponevano le mani ai
samaritani dopo il battesimo e il rito è
arrivato fino a
noi. Voi lo sapete, la Chiesa usa questo
imporre le mani al
battesimo, lo fa alla
cresima, lo fa al sacramento dei
malati, lo fa al sacramento del perdono.
Il sacerdote deve imporre le mani. È un
grito antichissimo questo. Imporre le
mani. Lo fa all'ordinazione del
sacerdote, lo fa all'ordinazione del
vescovo. Impone le mani un rito
espressivo della messa che voi lo
vedete per esempio nella messa al
momento della consacrazione del pane e
del vino. I sacerdoti impongono le mani,
trasmettono un potere a quel pane a quel
vino. Ecco. E allora e allora la
Chiesa impone le mani al
momento al
momento della grazia, alla trasmissione
della grazia e la trasmissione della
potenza di
Dio. E poi il
sacerdote imponendo le
mani dice alcune parole particolari.
Ecco le parole della soluzione, come si
esprime la liturgia. Il sacerdote mi
imponendo le mani dice queste parole:
"Dio onnipotente abbia misericordia di
noi." Non dice di voi, dice di noi,
perché lui è dentro il peccato come voi.
Allora stende le
mani. Stende le mani e dice: "Dio
onnipotente abbia misericordia di
noi, perdoni i nostri
peccati e ci conduca alla vita eterna,
cioè il perdono sia una tappa della
salvezza, un preludio della vita eterna.
Il perdono che vi do prima della messa è
un preludio della vita eterna.
Qui Radio Maria abbiamo trasmesso una
catechesi di padre Andrea Gasparino.