Scuola di preghiera di padre Andrea Gasparino – Lezione n. 89
· Suor Chiara
Trascrizione automatica
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qui radio maria
trasmettiamo una catechesi di padre
andrea gasparino
avrei desiderio di chiedere a qualche
bambino il dono di una preghiera per la
nostra trasmissione sulla messa la messa
e il miracolo dell'amore di dio per
l'uomo più grande che tutti i giorni ci
passa davanti ed è un miracolo gestito
dalla nostra superficialità
abbiamo tanta responsabilità io chiedo
la preghiera dei bambini se qualche
mamma in questo momento ha un bambino
vicino di faccia dire una preghiera per
noi che impariamo a mettere in piedi la
nostra fede eucaristica a sanare le
nostre messe svanite sgualcite
soprattutto a istruirci di più a
cominciare di lì istruirci di più e che
in tutte le parrocchie si istruisca la
gente sulla messa perché la messa il
cuore della fede
e se la gente non è arrivata nemmeno lì
al cuore della fede che cosa fa e cos'è
la sua vita cristiana
allora chiedo la preghiera dei bambini
per questo continuo il tema dell'ascolto
perché lo ritengo l'atto più importante
della comunione eucaristica quanto tempo
dedicare all'ascolto
la domanda è teorica non dovremmo
nemmeno formularla il motivo è che una
domanda simile non poniamo mai quando la
visita di un amico ci interessa molto e
concepibile davanti un amico carissimo e
ti viene in casa fare un preventivo del
tempo che starai con lui è tanto più
sembra follemente ridicolo di vite re
mentalmente le azioni che ti tocca fare
per utilizzare la sua visita
nessuno si sogna di proporre tanti
minuti l'accoglienza tanti minuti ad
offrire qualcosa tanti minuti ad
ascoltare tutto ciò che succede ad una
visita bella di un amico e questo tool
negò di lui gode tutti e due godette
meglio se per caso ci fosse da chiedersi
quanto tempo star con lui
l'unica risposta immaginabile sarebbe
queste stare il più a lungo possibile
con noi
ecco dovrebbe essere così il tempo dato
l'ascolto ma
trattandosi di un incontro spirituale
come il grosso pericolo di butter l'aria
non deve farne meraviglia l'organizzare
il mio tempo con lui anzi è proprio
l'amore che mi suggerisce di organizzare
di più il mio incontro con cristo per
non vanificare lo dunque quanto tempo
darà all'ascolto potremo rispondere il
tempo necessario a concentrarsi
profondamente varia molto da individuo a
individuo ma normalmente per
concentrarsi una persona ha bisogno di
calma e di spazio una buona norma può
essere questa dedicare il tempo che
segue immediatamente la comunione a
esprimere la nostra gioia e la nostra
riconoscenza offrendo a cristo ciò che
ci sembra più opportuno e riservare
invece un buon quarto d'ora durante la
giornata a riprendere il contatto con
cristo e operare quello che abbiamo
chiamato l'ascolto se fosse possibile
l'ascolto subito dopo la comunione
sarebbe buono ma se non è possibile non
fa problema
lui è fuori del tempo anche a metà
giornata
posso riprendere da capo la mia
comunione completarla e fare quello che
è l'atto più importante della mia gara
stia l'ascolto di dio al cristo nel
tempo e nello spazio contano lui è
sempre pronto ad accoglierci senza
anticamere e sempre pronto parlarci
purché lo vogliamo veramente noi fare la
scelta di un quarto d'ora per riprendere
da capo la comunione comporta molti
giovamenti anzitutto da possibilità di
scegliere il momento più idoneo per la
concentrazione a volte anche il luogo
più adatto può aiutare un quarto d'ora
normalmente possibile una buona
concentrazione
c'è spazio sufficiente anche per chi è
molto dissipato un altro beneficio e
l'incidenza che può avere sulla giornata
il scegliere in un punto critico dei
propri doveri
un quarto d'ora di stop per una profonda
pausa di riflessione può influenzare
tutti i doveri che segue
può calmare le tensioni ridimensionare i
problemi ossigenare tutti i miliardi con
la forza di cristo secondo il metodo
usare per entrare facilmente in
concentrazione
ne esistono tanti di alcuni abbiamo già
parlato la norma dovrebbe darla
l'esperienza personale di ciascuno ma è
utile sentire anche le esperienze degli
altri per fare una scelta appropriata la
cosa più importante mettersi in un clima
di grande calma interiore qualche
maestro di spirito suggerisce persino
questo spegnere il pensiero ritmando il
pensiero con respiro ma non mandiamo le
cose complicate mettiamoci invece mi è
stato di grande calma
scegliamo anche una posizione adatta
certe posizioni del corpo aiutano la
concentrazione certe altri la
impediscono se tu sei sdraiato su di un
sofà non puoi concentrarti o almeno è
molto difficile la concentrazione
se invece sceglie un angolo di silenzio
tingi no ti chiudi gli occhi li
concentri in un punto ti rilassi
interiormente la concentrazione
possibile è anche facile la cosa più
importante fare con semplicità e con
calma quando c'è un clima disteso e
calmo allora pensa o di qualcosa a
cristo può aiutare una parola di
scrittura come parla o signore che il
tuo servo ti ascolta o signore che vuoi
che io faccia oppure può aiutare una
parola piena di fede ripetuta lentamente
signora mio dio mio
e la frase di tommaso davanti a cristo
risorto
oppure signore tu solo hai parole di
vita eterna e la frase di pietro dopo il
discorso dell'eucaristia oppure maestro
salvami
c'è una preghiera molto più semplice la
più breve di tutte per me la più
completa
e la preghiera di una sola parola e la
preghiera gesù che significa salvator
io vorrei tanto raccomandarvi di usare
questa sola preghiera per operare la
svolta in voi per aiutare la
concentrazione la parola gesù
riflettendo suo contenuto
salvatore se ripetete lentamente gesù
salvami voi vedrete come è facilitata un
certo momento la concentrazione
il contatto diretto con lui fortunato
chi ha imparato a pregare come una
parola sola facilmente giunge alla
profondità della preghiera terzo
nell'ascolto è meglio essere attivi o
passivi dipende dalle abitudini di
concentrazione
c'è chi riesce a rimanere concentrato
anche senza parole lo star presenti a
cristo senza dir nulla è una cosa
bellissima ma è anche difficile in certi
periodi in cui la nostra vita è più
agitata ho provata sembra quasi
impossibile
ti riesce e fortunato e bisogna tentare
se ci riesce stare presenti a cristo
senza dir niente ti sente maggiore
difficoltà emilio però sia molto attivo
durante quello spazio di concentrazione
una maniera semplice e ripetere una
breve preghiera con molta calma e
profondità ma il problema maggiore
dovrebbe essere comunicare con cristo
fate attenzione che in questo silenzio
voi potete comunicare con le vostre
parole e non scavalcate dalle parole a
tristi invece è comunicare con la
persona di cristo che conta voi potete
fare attenzione alle parole non far
attenzione a cristo qui in un clima così
silenzioso e raccolto si presta bene
applicare quei suggerimenti pratici che
abbiamo già dato
far passare alle azioni o i doveri
principali che seguono e interpellare
signora cosa vuoi da me in questo
preciso dovere oppure far passare le
persone con cui sia da trattare dopo
l'incontro con cristo chiedendoci
signore come devo comportarmi
che cosa attende da me sono mezzi
pratici molto efficaci per entrare in
concreto nella volontà di dio
se tutto questo è pesante forse può
bastare lo stare in silenzio davanti a
cristo o ripetere con costanza una
preghiera semplice e densa di contenuti
come quelle che abbiamo suggerito a
qualcuno serve molto
la preghiera degli azzimi padre non la
mia la tua volontà sia fatta
l'importante è agganciare agganciare con
una persona di cristo quarto domanda
quando la testa piena di continua
distrazione come si fa può succedere e
la concentrazione resa talmente
difficile dalle continue distrazioni che
tutto si riduca a cacciare i pensieri
profani che si dà un convegno in quel
famoso quarto d'ora di ascolto una
tattica buona e questa utilizzare le
distrazioni si accendere il fuoco della
preghiera con la legna delle distrazioni
le distrazioni infatti quasi sempre
vertono sui nostri centri di interesse
cioè sui nostri problemi sulle nostre
preoccupazioni perché non adoperare il
richiamo di una distrazione per portare
a dio il problema che ci preoccupa
perché non prendere quel problema e
chiedere davanti a cristo signore che
cosa vuoi da me in questo problema cosa
posso fare per aderire in pieno la tua
volontà
mentre state rispondendo quel problema
può succedere che un altra distrazione
interferisca non perdete la calma
esaminate invece quell altra distrazione
probabilmente continua un altro problema
che vi riguarda bene utilizzate quel
nuovo centro di interesse per
interrogarvi sulla volontà di dio
qualcuno al fine di rama come complicato
stare un quarto d'ora con dio se gli do
ragione vero la cosa più difficile per
uomo e la concentrazione è per questo
che l'uomo si concentra così poco è più
facile fare qualunque altra cosa che
concentrasse parlare leggere e meditare
più semplici che concentrare il pensiero
su se stessi per interrogarsi con
profondità sulla volontà di dio
ma chi si abitua concentrarsi si abitua
riflettere chi si abitua riflettere si
abitua controllarsi e chissà a
controllarsi sa vivere
l'avete sentito quel pensiero di un
padre del deserto che dice ecco la
concentrazione e come lo stoppino della
lampada noi non abbiamo la lampada
accesa se manca lo stoppino così la
nostra preghiera non è preghiera
se non ha lo stoppino della
concentrazione
la preghiera non è possibile senza la
concentrazione la comunione è vanificata
se voi non arrivate alla concentrazione
per concludere va anche precisato questo
il problema dell'ascolto non sta tanto
nel fatto che dio ad a parlarmi
questo non è un problema nostro è un
problema suo soltanto suo
il vero nocciolo della questione un
altro è che io non metto ostacoli a
quello che lui ha da dirmi dio sceglierà
lui quando e come parlare ma io devo
poter dire che ho fatto di tutto per
facilitare la comunicazione sua con me e
di questo che dio mi chiede conto dopo
la comunione
arriverà il momento in cui dio farà luce
parlerà è certamente sarà il momento che
dio ha scelto più adatto per me è
sovente non dovete dimenticarlo dio
parla anche facendo sovente dio thaci
perché in realtà noi non siamo in grado
di recepire a volte dio parla anche
quando noi non l'ho sentito
la nostra
ad iniziare la trasmissione vorrei
chiedere una preghiera parma i preti
noi abbiamo una tremenda responsabilità
al riguardo della messa prima di tutto
di come la celebriamo poi di come la
viviamo
poi di come la trasmettiamo di come
istruiamo le persone sulla messa e il
centro della religione va messo tanti
preti non lo capiscono abbastanza
la messa è una cosa così grande e quando
io finisco la messa dovrei dire ecco il
mio lavoro di prete il più grosso del
mio lavoro di prete oggi è finito adesso
è solo un corollario quello che devo
fare perché qui ho fatto la cosa più
importante della mia vita di prete
questa coscienza del mistero caristi co
è un dono che dio deve fare noi preti a
tutti i preti che ha detto l'opera il
vostro parroco per i vostri preti per
tutti i preti fogliata anche chiederlo
quando entrando in una chiesa vedete un
prete che celebra la messa in modo
trasporato continuo il discorso sulla
comunione
stiamo sempre sviluppando il concetto
chiave che la messa e un innesto di
divina in noi abbiamo detto che
l'innesto si verifica nel suo punto
focale prima di tutto quando veniamo a
contatto con la parola di dio poi quando
veniamo contatto col corpo e il sangue
del signore
abbiamo ha spiegato che la cosa più
importante della mia comunione e
l'ascolto ci siamo dilungati con due
trasmissioni sul tema adesso entro
dentro un'altra fase della comunione
eucaristica che direi
bisognerebbe si verificasse appena
riceviamo il signore fare festa
il primo atto del nostro ringraziamento
la comunione dovrebbe essere senz'altro
questo far festa
perché ma per la logica delle cose non è
logico che un uomo esplode di gioia al
cristo che viene se non è segnato dalla
gioia il nostro incontro con lui è il
segno che certamente non comprendiamo a
ciò che viene può essere una banalità la
visita personale di cristo
durante la giornata ci rallegriamo per
tante cose da niente
non c'è da aspettarsi un esplosione di
gioia a cristo che viene lui
personalmente da me personalmente in
esclusiva in intimità profonda da
fondersi con me poi la gioia mi sembra e
motivata se non altro dalla buona
educazione
quando stringiamo la mano ad un amico
non lo facciamo col volto teso ma col
volto disteso spesso pieno di gioia non
apriamo l'uscio di casa ad un parente
senza accoglierlo con gioia certi tipi
che vanno la comunione col cipiglio da
funerale non possono far piacere a
cristo è semplice educazione in fondo
essere contenti quando lo accogliamo in
noi direi di più questa accoglienza
gioiosa e importante parquet sveglia la
fede perché non riusciamo qualche volta
a non esserlo a contenti perché ma
perché la nostra fede spenta e la nostra
fede non riusciamo a costruirla di punto
in bianco
e così anche la nostra gioia dobbiamo
farla partire da una riflessione cioè da
un momento intenso di unità con dio
se sboccia la gioia vera quando mi
incontro con cristo e segno direi che è
sbocciata la fede dentro di me la fede
si capisce puro dono ma è dono che
raramente disgiunto dalla riflessione e
non va mai d'accordo con la
superficialità lo sforzarmi dunque di
esprimere a cristo la mia gioia comporta
la prismi profondamente a lui e dunque
svegliarmi alla fede poi direi che
l'accoglienza gioiosa di
cristo e riconoscenza cioè già risposta
una risposta istintiva spontanea che non
ancora profondità ma è l'avvio di una
profondità la gratitudine per una visita
personale si concreterà maggiormente ma
da questo momento prende l'avvio è il
primo passo al suo valore
aggiungerei ancora far festa cristo che
viene avvia un dialogo un dialogo di
amicizia e matura ad un rapporto fatto
di concretezza e dal modo con cui noi
siamo accolti da una persona che noi
intuiamo su che piano sta il nostro
rapporto con questa persona
se la prima accoglienza e calorosa
cominciano già a cadere pregiudizi e
freddezza
se la prima accoglienza e gelida
sappiamo subito che ci dobbiamo
aspettare delle resistenze l'accoglienza
e la via al dialogo
oppure la sua chiusura e il timbro
dell'amicizia
oppure la sua svalutazione che non far
festa cristo è certamente un colpo alla
nostra intimità e amicizia con lui io
direi che fa festa cristo e cominciare
decisamente bene la comunione
l'accoglienza gelida all'eucaristia e
cominciare decisamente male la comunione
e il primo atto
no ancora l'atto più importante della
comunione abbiamo detto che l'atto più
importante l'ascolto ma il primo passo
giusto o sbagliato influisce certamente
sugli altri passi una comunione e ati
interiore fatto di tanti passaggi
cominciare bene significa entrare in una
forza di bene che ci predispone ad
andare avanti bene io direi che
accogliere con gioia cristo è già
mettersi in sintonia con cristo fonte
della gioia e già entrare nel suo intimo
perché cristo è la gioia la gioia del
padre e la gioia suprema dell'uomo anche
e far sì a cristo e sintonizzarsi con
cristo è già a prendere da lui
il mondo ha bisogno di gioia come di
pane abbiamo scritto
la nostra piccola di vita sì il mondo
tanto bisogno di gioia la comunione deve
cominciare nel tono della gioia perché
abbiamo tanto bisogno della gioia di
cristo la comunione con cristo e
comunione con la gioia perché si alzi il
livello della gioia con tutti e
dappertutto
quando uscito dalla comunione
dovete essere così pieni di gioia da
trasformare l'ambiente che vi attende
a cominciare da casa vostra perché
entrare nella gioia quella di cristo è
già entrare nella carità e attrezzarsi
alla carità per portare speranza
coraggio entusiasmo al mondo
qui qualcuno si chiede ma è una
forzatura
no dico è un atto di fede è un atto di
razionalità e di logica il matto
doveroso ma difficilmente spunto da solo
per il semplice fatto che operiamo in un
rapporto che sfugge il sensibile e un
atto riflesso non un atto naturale
spontaneo non vediamo nulla non sentiamo
nulla è un atto di fede cioè alle sue
radici nell'intimo più profondo di noi
stessi
un atto preparato portato avanti e
completato dallo spirito misteriosamente
proprio perché atto di fede e affonda le
sue radici nella convinzione nella
riflessione e nell'amore come fa ogni
atto di fede esige cioè la mia buona
volontà la mia applicazione non è una
emozione irrazionale ma razionalissima
non è un'emozione che spunta senza
essere coltivate un'emozione interiore
che si esprime se ha qualcosa di
profondo alla sua origine come esprimere
la nostra gioia
ecco un punto importante ognuno dovrà
cercare ciò che maggiormente gli serve
per esprimerle il momento del primo
incontro con cristo e solenne ma è anche
intimo e potente ma è anche segreto è un
avvenimento grande ma che avviene nel
silenzio della mente del cuore la gioia
quindi che dobbiamo esprimere
questo ha tante limitazioni di
espressione normalmente non possiamo
palesarlo agli altri d'altronde non
corre affatto farlo ciò che sembra molto
utile questo che si esprima attraverso
una profonda gratitudine serviranno le
parole ma di per sé non occorrono parole
ripeterà cristone grazie gioiose
profondo non ci vuole molto può essere
questo il modo più efficace di
esprimergli la nostra gioia
il nostro grazie può continuare a lungo
anche quando usciamo di chiesa il nostro
grazie
può finire mentre intorno a noi c'è
brusio ci va e viene di gente c'è tanta
distrazione o ace la liturgia che
continua e il nostro grazie
non ha bisogno di tanti contorni se non
è il contorno della nostra convinzione
felicità a ripetere questo grazie
caloroso cristo quanti sentimenti
possono incrociarsi e arricchire la
nostra gratitudine e l'espressione della
nostra gioia concludendo far festa
cristo che viene e fede far festa cristo
che viene e amore e amore incipiente
perché già accettare cristo come un
grande dono ci predispone già a donare
ea donarci far festa a cristo che viene
è legittimo e doveroso perché aprisse
alla grazia eucaristica che dio ci porti
qui radio maria abbiamo trasmesso una
catechesi di padre andrea gasparino